News dal Foro
Strutture di ricovero di animali di affezione (L. 14/8/1991, n. 281) possono utilizzare i residui e le eccedenze delle mense
  • MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO 5 FEBBRAIO 1997, N. 22
    (ATTO CAMERA 2033-B SEZIONE 20)

    Note all'articolo 23
    Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,recante: attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 1997.
    Il nuovo testo del comma 1 dell'art. 8 del citato decreto legislativo n. 22/1997, come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
    Art. 8 (Esclusioni)
    - 1. Sono esclusi dal campo d’applicazione del presente decreto gli effluenti gassosi emessi nell'atmosfera, nonché, in quanto disciplinati da specifiche disposizioni di legge:
    i rifiuti radioattivi;
    b) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave;
    c) le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell'attività agricola ed in particolare i materiali litoidi o vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici e le terre da coltivazione provenienti dalla pulizia dei prodotti vegetali eduli;
    c-bis) i residui e le eccedenze derivanti dalle preparazioni nelle cucine di qualsiasi tipo di cibi solidi, cotti e crudi, non entrati nel circuito distributivo di somministrazione, destinati alle strutture di ricovero di animali di affezione di cui alla legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modificazioni, nel rispetto della vigente normativa;
    d) (soppresso);
    e) le acque di scarico, esclusi i rifiuti allo stato liquido;
    f) i materiali esplosivi in disuso;
    f-bis) le terre e le rocce da scavo destinate all'effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, con esclusione di materiali provenienti da siti inquinati e da bonifiche con concentrazione di inquinanti superiore ai limiti di accettabilità stabiliti dalle norme vigenti;
    f-ter) i materiali vegetali non contaminati da inquinanti in misura superiore ai limiti stabiliti dal decreto 25 ottobre 1999, n. 471, del Ministro dell'ambiente, provenienti da alvei di scolo ed irrigui, utilizzabili tal quale come prodotto”.

    Come fare per partecipare all’assegnazione

    Associazioni e singoli privati che gestiscono strutture di ricovero di cani e gatti, di cui alla legge 14/8/1991 n. 281, possono inviare la richiesta al Servizio Veterinario ASL, Amministrazioni pubbliche, uffici, scuole, aziende private, aziende di ristorazione citando gli estremi della legge per poter recuperare pasti.
Tom, «salvato» dalla magistratura
Il padrone del cane sospettato di maltrattamenti. E il giudice gli fa sequestrare l'animale
  • Parma, 10 aprile 2002 - E' indagato per maltrattamenti al proprio cane. Sospettato di usare un po' troppo le maniere forti, un trentenne parmigiano è finito nei guai con la giustizia. Inoltre, allo scopo di tutelare la bestiola, la magistratura gli ha sequestrato il «suo» Tom, un vivace meticcio di pochi mesi. Ma il padrone - D.G., 33 anni - non accetta questa separazione coatta e, supportato dai suoi avvocati, fa ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la restituzione del cane. Ora si attenda la decisione sull'istanza di restituzione.

    E' una storia particolare quella che vede protagonisti un uomo e il proprio animale. Una storia di amore e odio, così si potrebbe definire. Denunciato per maltrattamenti, il padrone si è infatti sempre difeso ammettendo di aver sì picchiato il cagnolino, ma solo per impartirgli un'educazione «come si deve», dal momento che il vivacissimo Tom era "molto disubbidiente". Il metodo educativo poco ortodosso era stato notato pochi mesi fa all'interno del parco Ferrari, dove una passante aveva visto D. G., mentre percuoteva il cane. Dopo una discussione fra i due, era scattata una segnalazione del caso. Della vicenda si era così occupata la polizia giudiziaria che aveva raccolto elementi per avviare un'indagine penale. Importante, in particolare, era stato l'esito di una perizia medica su Tom. L'esame aveva evidenziato due fratture alle zampe, forse riconducibili ai maltrattamenti subiti.

    Di fronte a questi indizi, il giudice Pietro Rogato, allo scopo di tutelare l'incolumità della povera bestiola, ha disposto il sequestro preventivo del cane, affidandolo all'Enpa.

    Tom porta ancora oggi, a distanza di qualche mese dai fatti, i segni visibili di un'avventura poco felice con la specie umana, zoppica e talvolta quando arriva qualche ospite nuovo da quelle parti, si nasconde.

    Per il resto, dopo 15 giorni di affidamento all'Enpa, sta ritornando ad una vita più consona per un cucciolo: gioca e lotta con i «colleghi» a quattro zampe, ma soprattutto si prende le coccole dell'obbiettore e dei volontari.

    «Fortuna che le segnalazioni aumentano - ha sottolineato Lella Gialdi, presidente dell'Ente protezione animali di Parma - ormai ne abbiamo tre, quattrocento all'anno. Questo non perché aumentano i maltrattamenti, ma perché la gente è più sensibile a questo tema. Un esempio - afferma la Gialdi mostrando la lettera ricevuta - è questa bambina, Ambra, che ci scrive per segnalarci i maltrattamenti che un vicino di casa riserva ai suoi animali. E' grazie a queste segnalazioni che riusciamo a salvare cani come Tom da una fine poco dignitosa: in questo siamo aiutati dalla magistratura, sempre più attenta, come gli organi di polizia, a queste situazioni. Infatti, nel giro di pochi giorni abbiamo ottenuto l'affidamento di Tom».

Europa: nuove regole per il trasporto degli animali da reddito
  • Bruxelles, 13 gennaio 2002 - Il Parlamento europeo, dopo le esperienze della peste porcina e dell’afta epizootica, ha chiesto una radicale revisione della normativa sul commercio degli animali viventi. In particolare, esso vuole ridurre la durata del trasporto degli animali e il tragitto percorso e migliorare le condizioni di viaggio degli animali durante il trasporto.
    Adottando la risoluzione di Albert Maat, relativa a uno studio dell'Esecutivo sulle condizioni di benessere degli animali durante il trasporto, l'Aula ha auspicato che gli animali siano d'ora in poi allevati, ingrassati e macellati nella stessa regione; e ha sottolineato che il trasporto è uno dei fattori chiave dell’aumento improvviso e drammatico dei contagi epidemici nell’Unione. Perciò il Parlamento vuole che il trasporto debba essere limitato ad un periodo non superiore a 8 ore o ad un tragitto massimo di 500 km.
    La risoluzione adottata tende quindi ad accentuare l'importanza del commercio della carne macellata e chiede all’Esecutivo di elaborare, entro il 1° gennaio 2003, una strategia per promuovere la regionalizzazione delle filiere di produzione bovina. Uno dei punti principali di questa strategia dovrebbe essere l’incoraggiamento degli investimenti sui piccoli macelli in regioni periferiche o su piccole isole, in modo da invertire la tendenza alla chiusura dei piccoli macelli che è all’origine del trasporto su lunghi tratti del bestiame da macellare.
    L'Assemblea, scandalizzata per gli abusi consentiti dalla normativa europea vigente in tale settore, rivelati nella relazione dell’Esecutivo, ha chiesto sanzioni più severe nei confronti di chi contravviene a tali norme. Queste misure dovrebbero inoltre essere armonizzate a livello europeo. I deputati insistono anche sulla presentazione di specifiche proposte volte a migliorare la qualità e le condizioni del trasporto stradale e precisano che si dovrebbe far coincidere i periodi di trasporto e di sosta degli animali con quelli di viaggio e di riposo dei conducenti dei veicoli.

    L'Assemblea chiede infine che la Commissione abolisca, il più presto possibile, le sovvenzioni per l’esportazione di animali viventi destinati al macello in paesi terzi, aggiungendo che l’importazione di animali nell’Unione deve avvenire nel rispetto delle norme comunitarie.

Pesaro – Un’ordinanza contro il maltrattamento
  • Vietato abbandonare animali sul territorio del Comune, vietato maltrattarli, vietato privare della libertà quelli che ne godono e lasciare senza controllo quelli che hanno un padrone. È quanto previsto da un’importante ordinanza del Comune di Pesaro contro il maltrattamento degli animali. L’ordinanza, alla cui stesura ha dato un significativo contributo la sede locale dell’Enpa, si occupa della gestione del patrimonio faunistico del Comune, trattando nel dettaglio forme di maltrattamento e comminando sanzioni e divieti a tutto campo.
    Vietato dunque, a Pesaro, dal 24 gennaio scorso, addestrare gli animali ricorrendo a violenze fisiche e psichiche, vietato detenerli in spazi angusti o malsani, vietato costringere alla convivenza specie incompatibili.
    Una particolare attenzione è dedicata al migliore amico dell’uomo, per cui la normativa è dettagliata: nessuno potrà tenere il suo cane in un recinto più piccolo di otto metri quadrati, che non sia dotato di tetto e pavimento rialzato; abolita la catena, che, se è proprio necessaria, deve consentire comunque il libero movimento dell’animale e l’accesso al cibo e all’acqua. Ai padroni spetta il compito di nutrire giornalmente gli animali, e a loro la responsabilità della loro riproduzione e delle condizioni igienico-sanitarie. Per i gatti che vivono in strada, viene fatto divieto di rimuoverli dal loro habitat, ovvero dal luogo in cui scelgono di vivere: chiunque può invece portare loro cibo e acqua, occupandosi anche della successiva pulizia. Tutelati anche gli animali nelle vetrine dei negozi: possono essere esposti, ma rispettando regole rigorose sulle dimensioni delle gabbie e sulla durata della permanenza in gabbia. Regolato il trasporto, da effettuarsi in condizioni di aerazione, temperatura e luminosità adeguata, e abolite limitazioni al trasporto su mezzi pubblici. Le sanzioni previste per chi viola le disposizioni dell’ordinanza sono quelle previste dall’art. 21 della legge regionale 20 gennaio 1997. E competenti a assicurare che la legge sia rispettata, anche le Guardie Zoofile dell’Enpa.
Modena – Regole per i circhi
  • È in vigore dal dieci novembre un’ordinanza del Comune sul divieto di “utilizzare e esporre animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in attività di spettacolo ed intrattenimento pubblico”. Ma dall’intento iniziale si passa subito alle eccezioni, e il secondo comma specifica che il divieto non vale per i circhi, limitatamente a una serie di specie animali minuziosamente elencate: elefanti, grandi felini, zebre, camelidi, bisonti, bufali e altri bovini, struzzi e affini. Per tutte le specie elencate sono indicati i requisiti minimi degli ambienti di detenzione: misure delle gabbie, luminosità, aerazione, numero massimo di esemplari in convivenza, allestimento di eventuali oggetti per il gioco. Ma il nucleo centrale dell’ordinanza sembra piuttosto arrivare al terzo comma, dove si parla delle garanzie che in ogni caso i ricoveri devono assicurare alla popolazione degli ‘umani’. Una disciplina più che dalla parte degli animali, a difesa del cittadino da pericoli di fuga di animali “appartenenti alle specie pericolose per la salute e l’incolumità pubblica ai sensi dell’art.6 della legge 150/1992”. Il circo responsabile degli animali, per fronteggiare il rischio, dovrà fornire, contestualmente alla sua domanda per piantare il tendone sul territorio del Comune, un piano di emergenza contro la fuga degli animali. Previste sanzioni pecuniarie dalle 250mila al milione e mezzo di lire per la violazione della norma.
Decreto 8 gennaio 2002 - In un registro della Guardia Forestale, specie animali e vegetali importate
  • I trattati internazionali da tempo prevedono strumenti di protezione contro la pratica di importare dai paesi esotici verso l’Occidente specie animali e vegetali in pericolo di estinzione, e ora anche il governo italiano, con decreto proposto di concerto dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, se ne occupa.
    Nel decreto sono recepite le indicazioni contenute nella Convenzione Cites sul Commercio di flora e fauna selvatica in via di estinzione, firmato a Washington nel ’73, e quelle che si trovano nel regolamento della Commissione europea, emanato nel ‘96 e relativo alla protezione delle specie selvatiche mediante controllo del loro commercio. Al Ministero dell’Ambiente spettava l’applicazione delle norme della Convenzione di Washington, e proprio il Ministero ha deciso si istituire un registro delle specie animali e vegetali protette dal regolamento della Ce. I circhi, i giardini zoologici, gli acquari, le mostre fieristiche le istituzioni scientifiche e di ricerca, e chiunque detenga o utilizzi a scopo di lucro specie animali o vegetali, è tenuto all’iscrizione nel registro. Il documento costituirà un’anagrafe di tutti gli esemplari vivi o morti di specie esotiche importate in Italia e funzionerà come uno strumento di controllo per evitare l’ingresso clandestino di specie in via di estinzione. E anche per evitare che nuove specie, che ancora non fanno parte della categoria di quelle ‘in pericolo’, vengano decimate dall’importazione selvaggia. I registri saranno tenuti presso le sedi del Corpo Forestale dello Stati.
Corte di Cassazione: fissato il principio del danno morale per la morte del cane.
  • Tutto nasce da una romantica storia d’amore tra Caterina B., una signora di Siena, e il suo cucciolo yorkshire, il suo migliore amico, l’individuo con cui trascorreva la maggior parte della giornata. La storia si interrompe nel ’97, quando lo yorkshire viene aggredito da un pastore tedesco e viene ucciso, e Caterina cade in depressione. La signora si rivolge al giudice di pace, chiedendo un risarcimento per danni morali alla padrona del cane aggressore, e lo ottiene.

    Il magistrato dispone che la morte dell’animale ha provocato alla signora “un danno alla sua personalità: la riduzione della capacità e della qualità di vita, tanto da essersi dovuta sottoporre a terapia psicologica”. La signora Francesca F., la proprietaria del pastore tedesco, è stata così condannata al risarcimento dei danni morali per la somma di un milione in mezzo. Il ricorso in Cassazione, tentato da Francesca, non è valso l’annullamento della sentenza: al contrario, la suprema corte ha confermato il 14 agosto scorso, con la sentenza 10679, il giudizio a favore del risarcimento danni, riaffermando quello che sembra essere un principio importante.

Tribunale di Perugia - La responsabilità civile dei danni causati da Fido
  • La consunta avvertenza: “Attenti al cane!” non è una precauzione sufficiente per sollevare il padrone dalle responsabilità civili nei confronti dei danni causati dal suo animale. Lo ha stabilito il Tribunale di Perugia con una sentenza che mette il punto su una situazione prima controversa. La corte umbra si è pronunciata in un processo che vedeva contrapposti una bambina e un cane. Quest’ultimo aveva aggredito la creatura che stava passeggiando con la nonna e lo zio. Lesioni e choc emotivo per la bambina. E i danni relativi a carico del padrone del cane.
    Il tribunale non ha fatto che applicare l’articolo 2025 del codice civile che prevede che i padroni sono responsabili dei danni provocati dai loro animali, a meno che non sia provato il caso fortuito, ovvero che la causa del danno sia indipendente da un comportamento negligente del padrone. Ed è in questo la novità della sentenza: nell’aver stabilito che misure precauzionali come il cartello e la catena, non sono sufficienti, anche se il cane si trova su un terreno che risulta di proprietà privata, quando questo terreno non è recintato. Dunque per tutti i “padroni” un avvertimento: maggiore attenzione, se non si vuole incorrere in condanne esemplari.

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