Curiosità
C’era una volta il gattino bonsai, creatura mitologica moderna, partorita dalla fantasia perversa di uno studentello del Mit, la prestigiosa Università del Massachusetts, nota per la produzione di ritrovati ipertecnologici al confine con la fantascienza.

Un giorno di un rigido inverno, il ragazzino, per sfuggire all’oppressione della noia e dando fondo al suo eccelso cattivo gusto, decise di mettere on-line un sito dal contenuto che molti avrebbero giudicato raccapricciante: “scrivetemi e comprate il mio kit per dare al vostro micetto la forma che più vi aggrada”, è possibile leggere, nella home page del sito, ancora attivo.

Per farlo useremo la nobile e antica tecnica del bonsai”.

Così il presunto artigiano specializzato in arti orientali, sconvolse il mondo circa due anni fa.
Volete un gatto di forma tubolare? Con le cinque punte di una stella? Con il collo simile a quello di una giraffa? Due gattini saldati insieme in un parallelepipedo?… Ebbene tutto questo Bonsaikitten lo realizzerà”.

Promesse inquietanti, e per fortuna non realizzabili.

Uno studente al primo anno di veterinaria, e probabilmente anche un profano dotato di medio buonsenso, riderebbe di gusto all’idea che un gattino di due mesi possa sopravvivere chiuso in una bottiglia di vetro, alimentato con una sonda dall’esterno e con il superattack a chiudere l’intestino per evitare lo spiacevole fenomeno della defecazione.
Perciò, la tecnica descritta in Bonsaikitten è la più classica delle “bufale” (se l’importante è parlare di animali…). Impraticabile, impossibile, inverosimile.
Le malleabili ossa del cuccioletto si costringeranno a crescere secondo la forma del contenitore” strilla dalla schermata un annuncio che sa di spot.
Ma tutti coloro che amano i gatti possono tirare un sospiro di sollievo: Bonsaikitten non esiste, se non nella testa di un 18enne americano viziato e straordinariamente bravo nella computer grafica. Ebbene sì, lo sbarbatello si è guadagnato il suo quarto d’ora di celebrità: il tam tam si è diffuso a ritmo violento, raggiungendo associazioni animaliste, media, popolo di Internet e mondo veterinario.
Le raccolte di firme via mail si sono accumulate nella casella di posta dell’autore del sito: proteste feroci, nelle intenzioni dei mittenti, un modo per tenere sotto controllo l’indice di gradimento della sua bravata, per chi le riceveva.
Tanto abile nell’inganno che se usasse le sua capacità per altri, più nobili, scopi potrebbe fare grandi cose, ma chiaramente il giovane aspirante ingegnere del web vuole passare alla fragile storia del contingente come appartenente a quella schiera di pretendenti geni del male che hanno segnato questo secolo e i prossimi a venire.
Tanto abile da creare perplessità all’inizio, persino gli animalisti, e da abbindolare scaltri e esperti giornalisti, e tutti coloro che hanno diffuso la notizia, presentandola come vera e vergognosa.
Finché non abbiamo avuto il “piacere” di incontrare anche l’emulo italiano. La versione tradotta del sito americano già non è più in rete, chiusa dalla polizia delle telecomunicazioni.
È possibile che qualche altro emulo, capace di realizzare i crimini, oltre che pensarli, abbia tentato di mettere in pratica gli insegnamenti dell’autore di Bonsaikitten e per questo anche l’Enpa, come tutte le associazioni animaliste, si è battuta per la chiusura del sito italiano e di quello originale.
Ma il sito più volte oscurato è poi riapparso sotto altro domini.
Il misterioso ragazzino dalla fervida fantasia crudele ha assicurato, tuttavia, che le immagini sono fotomontate.

Ripercorriamo brevemente le tappe della storia di Bonsaikitten.
  • Dicembre 2000
    Le indagini condotte intorno all’autore del sito portano direttamente all'Istituto di Tecnologia dell'Università del Massachusetts.
    Il responsabile del MIT Network, dove il sito era originariamente ospitato, rivela che i dati relativi alla persona che ha registrato il dominio, un certo Sig. Michael WONG di New York, sono falsi.
  • Gennaio – dicembre 2001
    Il creatore del sito sarebbe dunque uno studente del MIT che ha ideato questo spazio per scherzo, un gioco fra amici. Quando si è reso conto dell'attenzione suscitata, confermata anche dalla moltitudine di e-mail di protesta inviategli da cittadini di tutto il mondo, ha deciso di rivendicare (anche legalmente) la propria libertà di espressione mantenendo il sito attivo senza prestare attenzione alle diverse richieste di oscuramento.
    Nonostante queste rivendicazioni e grazie alla pressione esercitata, i responsabili del MIT il 22 dicembre scorso hanno revocato la concessione dello spazio.
  • Gennaio – Maggio 2002
    Nel febbraio scorso, un nuovo allarme è stato lanciato dalle pagine di uno dei principali quotidiani italiani ed è tornato il fermento.
    Centinaia di e-mail piene di allarme e preoccupazione hanno invaso la nostra posta elettronica, e quelle di tutte le associazioni animaliste. Tutti ci chiedono di fare qualcosa contro quella che appare come una crudeltà insensata, che se fosse reale farebbe vergognare chiunque di appartenere alla specie degli uomini.
    Tutti noi possiamo fare qualcosa: restare in silenzio, ignorare Bonsaikitten.
    Le manie di protagonismo del nostro studentello sono alimentate dalle attenzioni che il mondo gli dedica.
    Tanto che riteniamo che maggiore sarà l'attenzione prestata a questa faccenda e minore sarà la disponibilità ad un dialogo costruttivo, unica via per arrivare alla rimozione definitiva del sito incriminato.

    ... e intanto
    Una persona ci scrive via e-mail per segnalarci la presenza in rete di un nuovo sito, che presenta un gioco di società tanto innovativo quanto speciale: un bowling in cui i birilli si buttano giù lanciandogli contro cuccioli di cane…
    Finalmente anche in Italia il gioco del millennio; Sei stanco dei soliti pub? Ti sei rotto della discoteca? Basta con la solita serata! Da oggi puoi giocare al nuovissimo gioco "Dog Bowling"... Un nuovo modo di vedere il tradizionale Bowling ... Con soli 15 euro a giocatore ti verranno dati; guanti speciali, scarpette antisdrucciolo, maglietta ricordo "Dog Bowling" e 10 cuccioli di cane (da usare al posto della tradizionale palla). Le regole del gioco non cambiano, vince chi butta giù più birilli... Ma con il nuovo "Dog Bowling" il gioco si fa più difficile; Ogni cucciolo a momento del lancio può muoversi e quindi renderlo più difficile!”.

    Questo è il succo del contenuto della home-page, dove si invita anche a scrivere all’autore se si vuole aprire un dog-bowling nella propria città.
    In questo caso i fotomontaggi sono tanto grossolani da non richiedere che uno sguardo sommario per essere giudicati falsi.
    In Rete si trovano molte altre amenità: una finta vendita di pellicce realizzate con animali in via di estinzione, è un altro esempio che fa scuola.
    La Rete è un mare magnum dove ognuno può pubblicare ciò che la sua fantasia produce… e di fantasia insalubri, il mondo è pieno. Perciò la parola d’ordine deve essere: diffidate! A meno che non possiate verificare l’identità e l’affidabilità della fonte.

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