Curiosità

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Mammiferi


I KOALA

Durante i primi giorni dello svezzamento (quindi dopo l'allattamento) i cuccioli di Koala si nutrono delle feci della madre che sono esclusivamente costituite da foglie di eucaliptus digerite (per questo motivo il marsupio dei koala si apre verso il basso), solo dopo questo tipo di nutrimento potranno cominciare a nutrirsi da soli.


GLI ORSI BIANCHI

Sono bianchi veramente? In realtà la loro pelle è nera e i loro peli non sono bianchi ma trasparenti anche se in massa danno l'idea di bianco. Questo serve per permettere al corpo di catturare più raggi solari possibile. Il nero infatti è il colore che assorbe più luce quindi si riscalda velocemente ed è in grado di trattenere il calore molto a lungo mentre la trasparenza dei peli permette ai raggi di arrivare fin sulla pelle.
Non sarebbe stato più comodo per questi orsi avere direttamente i peli neri? Immaginatevi un enorme predatore nero in mezzo alla candida neve che cerca di catturare la preda, secondo voi ci riuscirebbe?


I BRADIPI

La natura ha fornito ai bradipi un mantello veramente singolare: ogni singolo pelo manca di midollo ed è rivestito da uno strato formato da cellule non strettamente unite tra loro, per cui la superficie del pelo stesso risulta percorsa da solchi longitudinali o trasversali. In questi microscopici solchi , o addirittura fra le singole cellule dello strato esterno, si insediano delle alghe di grandezza microscopica e dalla colorazione verde-azzurra. Favorite dal clima caldo umido, esse trovano qui ottime condizioni di vita, si moltiplicano rapidamente e conferiscono al mantello grigio-bruno del Bradipo uno splendore verdastro, che lo mimetizza così con le fronde degli alberi. Fra bradipo e alghe si forma una vera e propria simbiosi, cioè una vita in comune con una reciproca utilità.


I DELFINI

I delfini allattano i loro cuccioli o li nutrono con il pesce? I delfini sono dei mammiferi quindi possiedono le mammelle che secernono il latte per i loro piccoli, sembrerà strano ma i piccoli riescono a ciucciare il latte della mamma anche se si trovano in mare e sono in continuo movimento.


IL SUINO

Il suino è stato addomesticato dall'uomo da tempi immemori che risalgono già alla fine del periodo Neolitico. In Cina, già quattromila anni prima di Cristo, i maiali erano comunemente allevati e facevano parte della dieta alimentare della popolazione locale.
L'origine del suino domestico è incerta: probabilmente le molte razze attualmente presenti non derivano da una sola ma da più specie selvatiche dell'Asia e dell'Europa.
Molti pensano che questi animali siano sudici e che amino vivere nella sporcizia ma ciò non è assolutamente vero. In realtà è l'uomo che, facendoli vivere a stretto contatto e spesso in recinti che non sono puliti regolarmente, li fa stare nei loro stessi rifiuti e nel fango.
Lo status naturale del suino, infatti, è la preda e, come tale, non è vantaggioso che emani odori forti ben percepibili dal naso di potenziali predatori.


Uccelli


GLI UCCELLI

Se trovate un piccolo di uccello per terra non prendetelo per portarlo via, è lì che sta aspettando fiducioso i suoi genitori! Se avete la pazienza di restarvene in un cantuccio guardare vedrete arrivare la "mamma" o il "papà" con un bel vermetto nel becco!!

Quanto detto non vale però per le rondini, rondoni e specie simili, che essendo specializzati nel volo seguono i piccoli solo dentro il nido.


I RONDONI

Quale modo più sicuro e tranquillo che dormire per aria lontano dai predatori e da rumori fastidiosi? I rondoni ci sono riusciti. Questi uccelli infatti tramite uno speciale meccanismo di bloccaggio delle ali e sfruttando le correnti dei venti contrari, si librano nell'aria durante il crepuscolo scomparendo tra le nuvole.


GLI UCCELLI GIARDINIERI

L'Amblyornis inornatus è un uccellino che vive in Nuova Guinea e che conquista le sue femmine costruendo case di gran lusso, delle specie di garçonière all'interno delle quali avviene solo l'accoppiamento. Le uova infatti verranno poi deposte in altri nidi, nascosti ai predatori e molto meno appariscenti.


Rettili


SERPENTE CORALLO (Micrurus fulvius)

Rettile Ofide della famiglia degli Elapidi che vive nell'America centrale e meridionale. E' un serpente dal morso velenoso mortale anche se, vivendo spesso infossato, è molto raro da trovare.
La sua particolarità, come è ben evidente nella foto in alto, è la colorazione di tipo aposematico (di avvertimento). La relazione tra colore e veleno non è ancora perfezionata, infatti il fatto che un predatore muoia a causa del suo morso dopo aver tentato di predarlo, non è molto utile alla specie perché lo stesso non sarà in grado, per il futuro, di fare l'associazione colore-sensazione spiacevole (vedi Salamandrina dagli occhiali).
Comunque c'è da dire che in natura i predatori attaccano con riluttanza animali con colori così accesi, come se ci fosse un vero e proprio codice “buono-cattivo” della preda.
La foto sotto invece mostra il falso serpente corallo (Lampropeltis elapsoides) che imita la colorazione del velenosissimo compare ma è totalmente innocuo. Questo inganno va a discapito del vero serpente corallo in quanto se fosse predato per primo quello falso al predatore risulterebbe innocuo e, oltretutto, anche buono; perciò assocerebbe quella colorazione ad una succulenta preda, ma la volta successiva se incontrasse il vero serpente velenoso potrebbe andargli molto male!
Se ne incontrate uno e non siete prudenti, le due specie si distinguono in particolare per avere: il primo la testa colorata di nero mentre il secondo di rosso. Non hanno poi una colorazione veramente identica, ma a quel punto sareste proprio temerari.


Anfibi


SALAMANDRINA DAGLI OCCHIALI (Salamandrina terdigitata)

Piccolo anfibio urodelo endemico della nostra penisola: è possibile trovarlo nei pressi di ruscelli o piccoli torrenti solo nella Catena Appenninica dal livello del mare fino a modeste altitudini e in particolare sul versante tirrenico. Normalmente esce dal nascondiglio (sotterraneo) estivo e invernale in primavera per riprodursi ed in autunno per ricercare le ultime prede prima della stagione fredda.
“Salamandrina terdigitata” è il suo nome scientifico e gli deriva da un errore del primo scopritore che l'ha classificata, infatti le sue zampe anteriori non presenta solo tre dita ma quattro come nella norma.
“Salamandrina dagli occhiali” è invece il suo nome volgare ed evidenzia quella particolare “macchia” a forma di occhiali di colore più chiaro che si trova, appunto, sopra gli occhi.
La sua parte ventrale è caratteristicamente colorata: le zampe e la coda sono rosso fuoco mentre il ventre è bianco e nero. Questa particolarità è ancora oggetto di studio, probabilmente è una colorazione aposematica (di avvertimento): da studi fatti in natura su alcuni predatori, si è visto infatti che normalmente la rifiutano e che se provano a morderla la rigettano immediatamente. Se disturbata, infatti, la salamandrina mostra, disponendo il corpo ad arco, i colori rosso acceso delle zampe e della coda; se il predatore tentasse comunque un attacco nei suoi confronti, al minimo contatto sentirebbe un sapore disgustoso che non potrà dimenticare e assocerà per sempre questa percezione spiacevole a quella colorazione. La salamandrina presenta infatti numerose ghiandole sparse lungo tutta la pelle che secernono una sostanza disgustosa ed irritante.
Quindi, se vi capita di incontrarne una e volete proprio disturbarla e prenderla, poi lavatevi le mani!


Pesci


LE ANGUILLE (Anguilla anguilla)

Sembrerà incredibile ma le anguille sono capaci di compiere lunghissime migrazioni percorrendo svariati chilometri per ritornare al luogo dove sono nate e quindi riprodursi. Il luogo di riproduzione è stato individuato nel Mar dei Sargassi dal quale nascono delle piccole larvette (talmente diverse dagli adulti che furono considerate una specie a parte per molto tempo) semitrasparenti che cominciano a spostarsi verso i fiumi europei. Durante questo lungo viaggio la piccola anguillina metamorfosa (si trasforma) diventando più grande e resistente (fase di cieca) fino ad arrivare alle dimensioni di 6-8cm ed è in grado di risalire la corrente dei fiumi. La risalita continua fino al luogo scelto per la fase trofica (di alimentazione) che può durare dai 10 ai 18 anni. Questa è quindi la fase di accrescimento dove la cieca assume la forma tipica dell'anguilla così come la conosciamo. Al termine di questo periodo i lunghi e affusolati pesci subiscono una nuova trasformazione che gli permetterà di attraversare un intero oceano fin verso il lontano Mar dei Sargassi e dare origine ad un nuovo ciclo.


Miriapodi


LA SCUTIGERA (Scutigera coleoptrata)

A quanti di voi sarà capitato di vedere fuggire velocissimo questo centopiedi lungo i muri delle case o quando siete entrati in una stanza!?
Questo strano essere lungo pochi centimetri (fino a 4) e dalle tante zampe fa parte del Phylum Artropoda, Classe Miriapoda, Ordine Chilopoda e viene volgarmente chiamato Centopiedi a causa delle numerose zampe (quindici paia) presenti lungo tutto il corpo.
Pochi saranno rimasti entusiasti del suo incontro ma invece questo chilopode è molto importante. Infatti è un predatore utile all'interno delle nostre case in quanto alcune tra le sue prede preferite sono le Blatte o Scarafaggi (Blatta orientalis). Pur essendo molto più piccolo è in grado di cibarsi di queste prede grazie ad un paio di appendici, presenti nell'apparato boccale, chiamate massillipedi e collegate a ghiandole velenifere che inoculano nel corpo della preda una certa dose di liquido tossico. Questo le paralizza impedendo la fuga alla vittima; successivamente lo stesso liquido disgrega i tessuti interni della preda, permettendo alla Scutigera di cibarsene succhiandola.
Sarebbe meglio rispettare la sua presenza se si vuole garantire un giusto equilibrio preda-predatore che va a tutto vantaggio della nostra vita quotidiana.


Insetti


LA SPUTACCHINA (Philaenus spumarius)

Insetto dell'Ordine degli Emitteri, Famiglia Cercopida. L'adulto ha un aspetto molto simile quello delle cicale ma è decisamente più piccolo. Le larve hanno la caratteristica di crearsi un “nido” di schiuma fatto di bolle di linfa del tutto simile ad uno sputo, questo serve a mantenere un ambiente umido atto ad evitare l'essiccamento della larva e a creare un ottimo nascondiglio nel quale l'animale, che si trova nella fase più delicata del suo ciclo vitale, si rifugia.
Mentre si nutrono della linfa delle piante, erbacee o arbustive, queste larve secernono dall'apertura anale una notevole quantità di un liquido vischioso, filante, che viene elaborato dalla cavità sternale. Questa si trova nella parte inferiore dell'addome ed è formata da due pieghe laterali della cuticola accostate l'una all'altra lungo una linea mediana e al suo interno si aprono gli stigmi (aperture delle trachee attraverso cui l'insetto normalmente respira). Da qui escono a tratti piccole quantità di aria che, come il soffio di cannuccia nell'acqua saponata, genera, a contatto con il liquido vischioso, piccole e numerosissime bollicine nelle quali dopo poco tempo la larva si troverà avvolta.
Immerse in questa spuma le larve compiranno le mute necessarie alla loro metamorfosi verso lo stadio finale di insetto adulto nel quale si trasformeranno definitivamente dopo essere uscite da tale “nido” protettivo.


I CALABRONI (Vespa crabro)

Non sono i maschi delle vespe ma fanno parte delle cosiddette "vespe sociali" (ordine Hymenoptera; sottordine Apocrita; superfamiglia Vespoidea; famiglia Vespide) e sono la specie più grande della famiglia. La loro puntura è molto dolorosa e pericolosa.


LE API

Quando venite punti dalle api, queste vi lasciano il pungiglione attaccato (con annesso sacchetto velenifero) strappandosi tutti i visceri. Quindi muoiono.
Questa non è una dimostrazione di "devozione" alla regina ma in realtà un risultato evoluzionistico molto particolare: infatti le api sono tutte sorelle e il sacrificio del singolo in favore della sua comunità garantisce comunque la sua discendenza genetica!


LE ZANZARE

Le femmine delle zanzare si nutrono del sangue dei mammiferi (ricco di sostanze nutritive per la crescita delle loro uova) mentre i maschi (individuabili dalle caratteristiche antenne bipettinate) di nettare o di liquidi zuccherini.


LE FORMICHE

Le formiche tagliafoglia delle foreste tropicali coltivano un orto di funghi che conservano nel loro formicaio. Queste formiche concimano (con i loro escrementi), arano, e raccolgono i funghi proprio come farebbe un bravo agricoltore.


SCARAFAGGIO (Blatta orientalis) O COLEOTTERO?

A colpo d'occhio questi due ordini di insetti vengono spesso confusi tra loro ma, dal punto di vista filogenetico e comportamentale, sono estremamente diversi. Per quanto riguarda il comportamento: gli scarafaggi (foto a sinistra in alto) sono attivi per lo più di notte, si intrufolano nelle case e fanno spesso il nido negli angoli nascosti delle cucine poiché si nutrono dei nostri piccoli scarti quotidiani, piccole briciole delle quali non ci accorgiamo nemmeno; Invece i coleotteri (foto a sinistra in basso) sono rappresentati da numerosissime specie diverse (circa 400.000 ad oggi conosciute) con altrettante diverse abitudini, habitat e alimentazione.
Le differenze morfologiche sono numerose ma quelle più evidenti sono: Capo ben evidente (prognato) nei coleotteri mentre nascosto (ipognato) negli scarafaggi; Due paia di ali per entrambi ma nei coleotteri il primo paio è estremamente indurito (cheratinizzato), e viene chiamato elitra, mentre negli scarafaggi (funzionali solo nei maschi anche se comunque non sono dei buoni volatori) è solo leggermente cheratinizzato e viene chiamato tegmina; Cerci (paio di appendici alla fine dell'addome) presenti e ben evidenti negli scarafaggi mentre assenti nei coleotteri.


IL CUORE DELLE LIBELLULE

Le libellule si accoppiano in un modo molto particolare a causa del fatto che gli organi copulatori del maschio si trovano all'altezza del secondo segmento addominale. Nella prima fase il maschio blocca la testa della femmina con delle speciali pinze (cerci) che si trovano alla fine dell'addome; quindi la femmina avvicina la propria apertura genitale (ottavo segmento addominale) al secondo segmento addominale del maschio e per questo entrambi si curvano fino a formare, con i propri addomi, un cuore.


Consulta anche:

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