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Amati e ripudiati.

L’Ente nazionale protezione animali lancia la prima campagna contro l’abbandono degli animali di ogni specie.



Che bello il cagnetto col fiocco rosso in mezzo agli altri doni sotto l’albero di Natale! Ha lo sguardo un po’ smarrito, mentre il bimbo lo raccoglie e lo stringe a sé con gridolini di gioia. Ma il sorriso benevolo dei genitori, le coccole, i giochi, la pappa buona, le carezze morbide fanno presto a conquistarlo. Ed è amore, il suo. Di quello vero, che non chiede nulla ed è pronto a dare tutto. Perché lui è proprio come un essere umano: prova emozioni, sentimenti, piacere, dolore. Gli manca la parola, d’accordo, ma con quei suoi grandi occhi umidi ti fa capire quanto sei importante per lui. Osserva ogni tua mossa, muove le orecchie a ogni tuo passo, allarga le narici ad accogliere il tuo odore buono mentre ti avvicini. Basta un tuo cenno ed eccolo lì, scodinzolante ai tuoi piedi, felice della tua attenzione, pronto ad assorbire qualunque balenio di affetto. Sembra leggerti nella mente: è già sulla soglia quando solo pensi di portarlo a passeggio, si lecca i baffi mentre ti avvii in cucina per prendergli un bocconcino, tiene la testa bassa quando rientri arrabbiato. E se sei triste e hai il pianto nell’anima, lui si avvicina adagio e ti da una leccatina sulla mano. Difficile non contraccambiare un bene così grande.

Poi, la maledetta estate. La difficoltà di portarlo con sé, l’indolenza di cercare una soluzione (strutture vacanziere che accettano animali, dog sitter a casa, pensioni per i quattrozampe), l’aridità di un cuore avvezzo a considerare gli animali come oggetti. Ed eccolo lì, scaricato lungo il lucido nastro d’asfalto, sotto un sole impietoso, mentre le auto sfrecciano indifferenti. Annichilito, con lo sguardo perso, procede senza sosta alla ricerca della “sua” famiglia. Forse una mano pietosa si tenderà verso di lui, ma è molto più facile che muoia di stenti o sotto le ruote di un veicolo. In quest’ultimo frequente caso, spesso il mezzo sbanda con ulteriori disastrose conseguenze anche per gli umani: auto distrutte, feriti, morti.

Non esistendo significative analisi statistiche, è impossibile fornire dati precisi su questo squallido fenomeno; di certo, gli animali abbandonati ogni anno (e non solo d’estate!) sono centinaia di migliaia, appartenenti a un incredibile numero di specie: cani, gatti, conigli nani, uccelli, pesci, criceti, tartarughe, furetti, iguana, porcellini d’India, serpenti, persino asini, maialini e piccoli coccodrilli.

Per questo l’Enpa lancia oggi la prima grande campagna contro l’abbandono di ogni tipo di animali. E lo fa sapendo di poter contare sulla generosa disponibilità di uno stuolo di partner: Aiscat, Anas, Cciss viaggiare informati, compagnie petrolifere, Esselunga, oltre a centinaia di periodici, radio, televisioni. Nelle aree di ristoro di tutte le autostrade italiane saranno affisse le efficaci locandine ideate, come tutti gli altri mezzi della campagna, dall’agenzia pubblicitaria McCann-Erickson. Un cane dagli occhi disperatamente umidi, un gatto avvilito, un pesce attonito saranno i protagonisti solitari di altrettanti soggetti, tutti commentati dalla scritta “Gli manca la parola. Per tua fortuna”, seguita dalla precisazione “Ogni anno migliaia di animali vengono abbandonati. Se potessero parlare, avrebbero molto da dire”. Incalzeranno dalle pagine dei giornali e troneggeranno sulle locandine, con la ferma intenzione di sbattere l’anima in faccia a chi non ce l’ha: “Amati e ripudiati. Dopo la convivenza, i bei momenti passati insieme, dopo averli nutriti, fatti sentire a casa, migliaia di animali vengono lasciati senza nessun rimorso. La sola fortuna di chi abbandona gli animali e che loro non possono parlare. Ma gli uomini giudicano e la legge condanna: l’abbandono è un reato. Se non ti sei preoccupato per loro, adesso puoi cominciare a preoccuparti per te.”

Ma non basta: il profilo stilizzato di un musetto di animale, con la scritta "Amato e ripudiato", ricorderà ai potenziali abbandonatori l'assurda contraddizione di un simile gesto; in formato adesivo, o attraverso i milioni di sacchetti della spesa Esselunga personalizzati, da riutilizzare più volte anche in altri luoghi per trasformarli in efficaci mezzi di sensibilizzazione.

E lo spot televisivo non mancherà di stupire. Immaginate un’aula di tribunale. L’imputato è un uomo sulla cinquantina, faccia supponente e menefreghista, affiancato dal suo avvocato, che gli fa cenno che tutto è sotto controllo e non c’è di che preoccuparsi. Tutti si alzano. Una voce annuncia l’ingresso della giuria. Si apre la porta, ma nessuno sembra entrare. L’inquadratura si abbassa mostrandoci una fila di cani, gatti, conigli, furetti ecc. che avanzano e prendono posto sulle panche della giuria. Primo piano sulle facce stravolte di imputato e avvocato. Una scritta commenta: “Chi abbandona gli animali ha una sola fortuna. Non può essere condannato da loro.”

Non ci resta che dare il massimo e crederci, nella speranza che tutti questi sforzi articolati possano davvero colorarsi di senso, facendo riflettere chi azzardatamene scorda valori autentici e duraturi come quello degli affetti sinceri e del poter convivere con la propria coscienza, vacanze a parte.

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