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Anno 2001

Anno 2000

 SALVATI DALLA PROTEZIONE ANIMALI I CANI DI BENEVENTO

Roma, 21 dicembre 2001 - I 3 cani corso e il pastore maremmano “colpevoli” dell’aggressione che ha provocato la morte dei coniugi in provincia di Benevento sono stati condannati a morte. “A nessuno importa”, ha dichiarato Paolo Manzi Presidente Nazionale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, “accertare le cause dell’aggressione da parte di animali fino a quel momento inoffensivi. Troppo facile definirli killer e riaprire la questione delle razze considerate pericolose per procedere all’immotivata soppressione.”

Sarebbero stati giustiziati oggi stesso se non fossero intervenuti l’E.N.P.A. e l’On. Carla Rocchi, ottenendone l’affidamento. Verranno trasferiti oggi in una struttura gestita dalla Sezione E.N.P.A. di Benevento dove saranno accuditi dai volontari.

A Roma, il 26 e 27 ottobre
Randagismo: è possibile vincere

Per cercare le soluzioni, un autorevole convegno con la Lega del Cane e L’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani.

Sono passati 10 anni dall’emanazione della Legge 281 sugli animali d’affezionee per la prevenzione del randagismo.

La legge, pur non rispondendo appieno ai desideri delle associazioni animaliste che l’avevano perorata per anni, faceva comunque compiere all’Italia un grande balzo in avanti verso il benessere dei quattrozampe: anagrafe canina, prevenzione del randagismo tramite sterilizzazione, cattura dei cani vaganti con loro cura presso canili sanitari e successiva detenzione in rifugi dove poter essere adsottati, divieto di soppressioner di cani e gatti, norme per la detenzione e contro i maltrattamenti, corsi di aggiornamento per gli addetti all’attuazione della legge, campagne educative nelle scuole costituivano valide soluzioni che dovevano essere contretizzate da regioni, unità sanitarie e comuni nel giro di alcuni mesi.

Dopo dieci anni, la legge non è ancora stata integralmente attuata nella maggior parte del territorio. Perchè? Qual’è la situazione? Soprattutto, quali proposte contrete possono produrre i cambiamenti che tutti i cittadini ("abbandonatori" a parte) attendono?

Per dare una risposta a questi interrogativi abbiamo organizzato con l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari) e LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane) il 26 e 27 ottobre un importante convegno a Roma il cui obiettivo è già nel titolo: "Randagismo: è possibile vincere".

PROGRAMMA

Venerdi 26 Ottobre - Ospizio Salesiano Sacro Cuore - Via Marsala 42 Roma - ore 10.00 Apertura lavori

RELAZIONI

  • On. Carla Rocchi La Legge 281: è un fallimento?
  • Sergio Papalia Dirigente Servizio Protezione Animali del Ministero della Salute - Interventi normativi e finanziari dello Stato
  • On. Giorgio Celli Etologia del randagio
  • Adriano Mantovani Centro OMS FAO - Definizione del randagio
  • Gianluca Susta Vice Presidente ANCI - Associazione Nazionale Comuni d'Italia - L' impegno dei Comuni
  • Laura Barcella Presidente Nazionale della LNDC - Le associazioni animaliste e il randagismo
  • Carlo Scotti ANMVI - La professione veterinaria nella lotta al randagismo
  • Paolo Manzi Presidente Nazionale ENPA - Nuove iniziative per i prossimi anni

IL RANDAGISMO NELLE REGIONI: leggi, progetti, iniziative

  1. Abruzzo Rosario Fico
  2. Calabria Tiziana Bonofiglio
  3. Campania Luca Meichionne
  4. Emilia Romagna Luciano Venturi
  5. Friuli Venezia Giulia Alessandro Paronuzzi
  6. Lazio Claudio Fantini
  7. Liguria Speranza Sensi
  8. Lombardia Diana Levi
  9. Molise Liborio La Porta
  10. Piemonte Giuliana Moda
  11. Puglia Corrado Mandese
  12. Sicilia Giuseppe Licitra
  13. Toscana Ambrogio Pagani
  14. Umbria Gonario Guaitini

QUESTIONI DI RANDAGISMO

  • Strutture di ricovero: progetti alternativi e benessere animale
  • Esperienze di educazione scolastica
  • Randagismo e speculazione economica
  • Aspetti del randagismo poco valutati
  • Gestione del randagismo: i Comuni tra privati e volontariato
  • Anagrafe canina: tecnica e gestione
  • Comunicazione e propaganda
  • Maltrattamento animali e revisione dell'art. 727 cp

CONTRIBUTI DI:

Paolo Albonetti, Laura Borromeo, Sergio Spirito, Giuseppe Dalfino, Paola Tintori, Anna Miglietta, Ermanno Giudici, Marco Poli, Massimo Colabella, Massimo Farinelli, Roberto Marchesini.

MALATTIA DEL GRAFFIO TRASMESSA DAI GATTI
  13 giugno 2001 - In relazione alle notizie comparse sui media relativamente alla pericolosità dei gatti quali veicoli di trasmissione dell’infezione denominata “malattia da graffio” l’ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI non condivide l’allarmismo che traspare da molte delle notizie e che fornisce un quadro di pericolo decisamente eccessivo, considerando che la patologia in questione, oltre ad essere conosciuta da anni, è curabile attraverso la somministrazione di normali terapie, quali gli antibiotici.

Il diffondere notizie che associno gli animali a situazioni di pericolo per la salute umana, specie quando sono eccessivamente amplificate, contribuisce soltanto ad incrementare i casi di abbandono e di uccisione traumatica degli stessi, che vengono visti come portatori di gravi malattie.

Abbiamo chiesto ai media di voler correttamente riportare la notizia nell’alveo di un’informazione non allarmistica al fine di non ingenerare nelle persone convincimenti errati che si ripercuoterebbero pesantemente sugli animali. Ricordiamo inoltre che, come gli esseri umani, anche gli animali sono soggetti a patologie che possono essere, in alcuni casi, trasmissibili all’uomo senza che questo rappresenti un pericolo grave e reale in quanto, nei rari casi di contagio, le malattie possono essere guarite con semplici terapie.

Riteniamo opportuno riportare il parere del professor Giorgio Poli, direttore dell’Istituto di Microbiologia dell’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Medicina Veterinaria, che riporta il problema nelle sue corrette dimensioni.

Speriamo che questa precisazione serva a tranquillizzare le centinaia di pesone che stanno telefonando incessantemente ai centralini delle nostre dei in tutta Italia.





DOVEROSE PRECISAZIONI SULLA MALATTIA DA GRAFFIO DEL GATTO: E’ NECESSARIA L’ATTENZIONE MA SENZA FARE DEL TERRORISMO…. ALTRIMENTI SI RISCHIA UNA INGIUSTIFICATA DECIMAZIONE DI UN GRANDE AMICO DELL’UOMO.

Sulla stampa quotidiana è stato “sbattuto in prima pagina” un nuovo mostro: IL GATTO, quale responsabile di una nuova e pericolosissima malattia. In effetti, solo il Corriere della Sera ha presentato la notizia nelle giuste dimensioni, sdrammatizzandone la pericolosità. I lettori, proprietari dei gatti, non devono spaventarsi e tanto meno non devono “allontanare” i loro mici. Ecco le motivazioni:

1) La malattia da graffio del gatto nell’uomo, sostenuta dal batterio Bartonella henselae, non è assolutamente una malattia “nuova”: è stata segnalata sin dal 1931;

2) Il batterio responsabile dell’infezione viene trasmesso all’uomo attraverso il graffio o il morso del gatto infestato da pulci. Infatti il ruolo determinante nella diffusione dell’infezione è svolto dalle pulci del gatto (specie: Ctenocephalides felis) e pertanto la trasmissione è possibile solo se il gatto è infestato da questi ectoparassiti ematofagi;

3) Sono i giovani gatti (sino a 6-10 mesi di età) quelli più a rischio, perché nei gatti adulti il batterio ha difficoltà ad infettare il sangue dell’animale e di conseguenza anche le pulci perdono la capacità infettante;

4) Sono i gatti randagi quelli maggiormente infestati da pulci e quindi con maggior rischio di infezione;

5) La trasmissione del batterio all’uomo causa un rischio reale e grave solo nei soggetti immunodepressi ma tali soggetti sono a rischio di infezione anche da parte di virus, batteri, protozoi e funghi che abitano normalmente la cute, le mucose o le varie cavità dell’uomo. Quindi non è certo il graffio del gatto il maggior problema di questi pazienti a rischio;

6) I sintomi sono generalmente lievi nel paziente umano: febbre e ingrossamento dei linfonodi regionali (cioè drenanti sangue e linfa dal sito del graffio); inoltre, in genere, un semplice trattamento antibiotico risolve l’infezione, considerata benigna;

7) Per prevenire ogni rischio è sufficiente un buon controllo veterinario per evidenziare l’eventuale presenza di pulci, che possono essere eliminate con semplici accorgimenti quali ad esempio l’uso di collarini anti-pulci o con l’uso di prodotti specifici.

In conclusione è opportuno ancora precisare che, sebbene l’incidenza della malattia da graffio del gatto sia molto bassa nel nostro Paese, può essere comunque stato utile portare all’attenzione del pubblico il problema (nei termini però più tranquillizzanti come riportato nell’articolo del Corriere della Sera). Ora i veterinari, che sono i veri soggetti a “rischio professionale”, avranno maggiore attenzione a questo problema quando visitando i gatti. Inoltre, ancora più importante, i medici terranno in maggiore considerazione questa seppur lieve patologia: quando, soprattutto nei bambini, rileveranno i citati sintomi (febbre ed ingrossamento dei linfonodi) affronteranno l’aspetto diagnostico con una semplice domanda “Sei stato graffiato da un gatto?”

Prof. Giorgio Poli

Dr.ssa Piera Anna Martino

Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria

Sezione di Microbiologia e Immunologia

Comunicato E.N.P.A. Ravenna
Ravenna 18 aprile 2001 - Il 14 aprile, sulla spiaggia di Casalborsetti (RA) è stato rinvenuto, in stato di decomposizione, il corpo di un cane, giovane di razza boxer.
L'animale aveva, all'interno della coscia destra, un tatuaggio che potrebbe leggersi RI 11, RIZ1, RI 21, PI 11, PI Z1, PI 21.
Chiediamo la collaborazione di tutti nella speranza di riuscire ad individuare almeno il primo possessore del cane.
Regalasi cuccioli...
Messina 18 aprile 2001 - Riteniamo utile segnalare l'iniziativa che la sede ENPA di Messina in collaborazione con Lega Nazionale Difesa del Cane ha adottato a seguito di numerose segnalazioni di ingenui inserzionisti che regalano animali tramite annunci gratuiti.
Invitiamo le sedi ENPA a contattare le redazioni delle riviste di annunci gratuiti richiedendo la pubblicazione di uno spazio pubblicitario per sensibilizzare gli inserzionisti sul problema, purtroppo molto diffuso, del traffico illegale di animali.


DIFENDIAMO GLI ANIMALI

Il Giornale Affari
in collaborazione con la
Lega Nazionale Difesa del Cane
e
Ente Nazionale Protezione Animali

ricorda che:

REGALARE UN ANIMALE E' FACILE:
MA ATTENZIONE CHE NON VADA A RIFORNIRE
IL MERCATO NERO DELLA VIVISEZIONE.

Per eventuali segnalazioni:
Lega Nazionale Difesa del Cane - Viale S. Martino is. 37 - Messina - Tel. 090.2930112
Ente Nazionale Protezione Animali - Via Tremonti 84 - Messina - Tel. 0330/830698

Caimani
Genova 18 aprile 2001 - Per pubblicizzare il proprio stand all’edizione 2001 di Euroflora, esposizione internazionale dei fiori, che si svolge a Genova dal 21 al 30 aprile, il Comune di Genova non ha trovato di meglio che imprigionarvi una trentina di piccoli caimani.
Per stessa ammissione degli organizzatori, gli animali subiranno uno forte stress, al punto di poter rifiutare il cibo per anche una settimana.
E’ singolare che ciò accada in una città e per opera di una Amministrazione Comunale che si vanta ripetutamente di attuare una politica per gli animali; è inoltre incredibile che lo stand del Comune sia stato allestito dal Servizio del Verde che dipende dallo stesso Assessorato all’Ambiente che gestisce l’Ufficio Comunale per la Tutela degli Animali.
Per quale assurdo motivo si possa pensare che una esposizione di fiori e di piante possa essere resa più interessante dall'esposizione di una trentina di animali ( per di più protetti) in prigione, sfugge alla nostra comprensione.
Tutte le Associazioni animaliste, tra cui l’ENPA di Genova, hanno protestato indignate per la noncuranza verso il rispetto per gli animali con cui il Comune di Genova ha agito.
Non mancheranno nei prossimi giorni anche interventi più decisi, controlli delle guardie zoofile e denunce alle Autorità competenti per questo ridicolo sfoggio di arroganza nei confronti di una attenta tutela della condizione animale.
LA SEZIONE DI GENOVA DELL’ENPA
Allarme agnelli - Protesta dell’ENPA
Roma 10 aprile 2000 - Con la fine dell'embargo di animali a rischio di afta, è partito dai paesi dell’Est il viaggio al massacro degli agnelli che si trovano ora, dopo viaggi allucinanti stipati a centinaia nei camion, ammassati al confine italo-sloveno per le operazioni di disinfestazione.
La situazione non è gravissima nella parte italiana dove, bisogna ammetterlo, si fa tutto il possibile ed anche di più per rendere meno doloroso possibile il viaggio verso la morte.
Tragica, invece, la situazione in Slovenia dove aumenta di ora in ora l'afflusso di camion carichi di agnelli, più di 300.000, che sicuramente non potranno entrare in Italia prima di due giorni.
Il Presidente Nazionale dell'E.N.P.A., Paolo Manzi, dichiara: A pochi giorni dall'emanazione del Decreto Ministeriale del 21 marzo che recepisce la Direttiva 98/58/CE del '98 sul benessere degli animali, non ci aspettavamo una tale superficialità da parte del Governo italiano. Il Governo, infatti, non poteva ignorare la situazione che si sarebbe creata revocando il blocco e mantenendo il protocollo sanitario anti-afta, costringendo, cioè, gli animali ad una sosta di due giorni in condizioni vergognose poichè le stalle destinate alla sosta a terra del bestiame non sono sufficienti a contenerli tutti. Abbiamo interessato il sottosegretario alla Sanità, Carla Rocchi, che ci ha assicurato un intervento per ridurre i disagi.

Domenico Marzano
Servizio di dog-sittering per i visitatori dell'Euroflora
Genova 9 aprile 2001- L'Ente Fiera Internazionale di Genova, in occasione della manifestazione mondiale Euroflora 2001 ha chiesto anche per questa volta, la disponibilità della ns. sezione di Genova, di fornire come nelle scorse edizioni, il servizio di dog-sittering per i visitatori dell'Euroflora. Il servizio è naturalmente gratuito e siamo operativi dalle ore 8.30 fino alle 21,30 dal 21 aprile al 1° maggio. Gli animali sono custoditi in apposite gabbie con acqua e cibo, dotate anche del confort di cucce senza che manchi loro qualche coccola .
Bloccata una uscita della tangenziale est di Milano per il salvataggio di un cucciolo
Milano 3 aprile 2001: Un cucciolo smarrito o abbandonato da ignoti ha tenuto impegnati un equipaggio della Polstrada e gli operatori ENPA di Milano per il suo difficile recupero sulla tangenziale Est di Milano.
Un meticcio biondo di pastore tedesco di circa quattro mesi ha infatti vagabondato ai lati della tangenziale accucciandosi poi in prossimità della uscita di Paullo a pochissima distanza dalla sede stradale. Allarmati da alcuni cittadini che lo avevano scorto, gli operatori dell’ENPA giunti sul posto hanno dovuto richiedere l’intervento della Polizia stradale per controllare il traffico e chiudere momentaneamente l’uscita per Paullo durante le operazioni di cattura, L’animale avrebbe infatti potuto fuggire attraversando le corsie stradali e provocare un grave incidente. Fortunatamente il cucciolo, illeso, è stato recuperato dagli operatori dell’ENPA e si trova ora presso la sede ENPA di Milano in attesa di una adozione.

Gli operatori dell’ENPA sono stati inoltre impegnati nella cattura di un piccolo serpente autoctono assolutamente innocuo, una coronella, che ha fatto capolino con i primi caldi in un giardino nel quartiere Comasina ed ha provocato, essendo stata scambiata per una vipera, qualche momento di panico. Il serpentello è stato subito recuperato e liberato in una zona sicura. L’ENPA, in considerazione del clima primaverile che sta causando il risveglio dal letargo di molti rettili, invita tutti i cittadini a non allarmarsi in occasione del rinvenimento di serpenti e, considerando che non vivono in Milano e hinterland serpenti velenosi in natura, raccomanda di non ucciderli o molestarli prendendo invece contatto con la Sezione Prov. le E.N.P.A. al numero 02.39267064
Salvataggio di anatroccoli nel Naviglio
Milano 29 marzo 2001: Cinque anatroccoli trascinati dalla corrente sono stati salvati questa mattina dagli operatori dell’ENPA sul Naviglio Pavese. Gli animali, nati solo da circa una settimana, si trovavano in assenza dei genitori in un tratto pericoloso del Naviglio dove la corrente, troppo forte per loro, ed un dislivello li avrebbero portati irrimediabilmente lontani senza più alcuna possibilità di ritorno alla Darsena.

Gli anatroccoli, senza l’intervento dei genitori che utilizzano il loro grasso per rendere impermeabili le piume dei piccoli, sarebbero presto affogati se un cittadino non avesse avvisato l’ENPA di Milano che è intervenuta con un proprio operatore il quale, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, ha prontamente recuperato gli animali.

I cinque piccoli si trovano ora presso l’ENPA di Milano in attesa di terminare il periodo di svezzamento ed essere nuovamente liberati.
Gettarono un cane dal viadotto, pagheranno 18 milioni in due
Nuoro 24 marzo 2001: Due giovani che l’8 aprile dell’anno scorso gettarono per pura crudeltà un cane meticcio vivo da un viadotto alto 100 metri, sono stati condannati per maltrattamento di animali dal giudice monocratico Francesco Alterio.
Giuliano Moi e Martino Locci, entrambi di Seulo, dovranno pagare il primo 10 e il secondo 8 milioni. La condanna è stata emessa in sede di appello al decreto penale che li condannava a 6 milioni di ammenda. Il pubblico ministero Tiziana Pinna aveva chiesto il massimo della pena prevista dalla legge.
L’atroce gesto dei due giovani era stato notato da una pattuglia dei “rangers” della Guardia Forestale in servizio nella zona del viadotto sul Flumendosa nel tratto della strada che da Gadoni posta ad Aritzo. E così i due giovani erano stati denunciati alla magistratura per maltrattamento di animali.
Gli accertamenti degli uomini del corpo di vigilanza ambientale e forestale della regione avevano consentito di recuperare diverse carcasse di cani gettati vivi dall’alto del viadotto da giovani della zona. Il giudice ha motivato l’inasprimento della condanna con la gratuità del gesto di crudeltà.
La protezione degli animali negli allevamenti
21 marzo 2001: La Direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti ha trovato accoglimento, dopo circa tre anni, nel Decreto Legislativo del Consiglio dei Ministri del 21 marzo us non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

La Direttiva Europea è intervenuta nella materia non tanto per spirito animalista quanto piuttosto per ragioni economiche. Poiché, come espressamente dichiarato in premessa, ha inteso determinare per gli stati membri condizioni paritetiche nella detenzione degli animali per evitare “differenze che rischiano di alterare le condizioni di concorrenza e che hanno effetti negativi sul buon funzionamento dell’organizzazione del mercato degli animali”.
L’intervento del Governo Italiano, pur mancando anch’esso di spirito animalista, ha fissato alcune norme che possono essere giudicate positive, come il livello delle sanzioni pecuniarie e l’aumento della pena in casi di reiterazione dei reati, ed altre invece incomprensibilmente dilatorie per il miglioramento del benessere animale. Basti pensare che solo dal 01.01.2008 sarà obbligatorio allevare a terra, in condizioni etologicamente accettabili, gli animali destinati alla macellazione per il valore della loro pelliccia.
Bloccato un traffico illegale di volatili
Avellino 20 marzo 2001: Sono stati bloccati e tutti denunciati all’autorità giudiziaria con l’accusa di detenzione e vendita di volatili di specie protetta. Le Guardie Zoofile dell’ENPA di Avellino, Salerno e Napoli, coordinate dal comando di compagni nucleo radiomobile della Guardia di Finanza, nella giornata di ieri, hanno interrotto dei bracconieri uccellatori in una vasta area di campagna. Nelle loro auto in locali adiacenti alla zona sono state trovate gabbie con cardellini e uccelli di specie protetta pronti per essere immessi sul mercato illegale, che irpino. Fringuelli, tordi, merli, quaglie, passeri e storni. Venti esemplari sono stati ritrovati morti, in avanzato stato di decomposizione. Erano incastrati negli angoli delle voliere. I volatili sono stati posti sotto sequestro e liberati successivamente presso l’Oasi Serre Persano.
I prigionieri del Bioparco
 
Hanno collaborato:
Alessandro Arrigoni, studioso di zooantropologia
Luisella Battaglia, docente di Filosofia Morale
Stefano Cagno, medico antivivisezionista
Andrea Camilleri, scrittore
Aldo Carotenuto, analista junghiano
Silvana Castignone, docente di Filosofia del Diritto
Giorgio Celli, etologo, entomologo
Franco Corleone, sottosegretario Ministero di Grazia e Giustizia
Mino Damato, giornalista, scrittore
Luciano De Crescenzo, scrittore
Luca Goldoni, scrittore
Margherita Hack, astrofisica
Enzo Marzo, giornalista
Mary Midgley, docente di Filosofia
Kieran Mulvaney, scrittore
Valerio Pocar, docente di Filosofia del Diritto
Antonio Prete, poeta, letterato
i ragazzi del carcere minorile "Cesare Beccaria"
 i ragazzi del carcere minorile di Casal del Marmo
Tom Regan, filosofo
Peter Singer, filosofo
Laura Toscano, sceneggiatrice
Luciano Valle, filosofo ambientalista 

Talvolta mi capita di imbattermi in alcune spiegazioni di comportamenti animali rigorosamente razionali, o almeno così vorrebbero apparire. Spesso si tratta di idee sostenute da persone che avevano osservato animali solo in cattività. Per quanto potessero sembrare interessanti e persino ragionevoli, nessuna aveva in sé abbastanza credibilità per poter essere applicata in natura.
A nessun animale detenuto in una prigione, in qualsiasi parte del pianeta, poteva essere adattata alcuna descrizione pertinente, fornita da coloro che avevano avuto la fortuna e la pazienza di osservarli in libertà. Che si trattasse di scimmie, elefanti, felini, uccelli o pesci.
Tra le tante ragioni che giustificherebbero la detenzione di animali in cattività, dal recupero di animali dai circhi fino alla salvaguardia di specie in pericolo di estinzione, la necessità di fornire strumenti di conoscenza è quella invocata con più convinzione.
Crediamo di imparare di più grazie all'esistenza di luoghi di detenzione, ma resta insostituibile la necessità di penetrare i luoghi selvaggi e e prestare tutta la possibile attenzione alla vita allo stato brado contrapposta alle condizioni di cattività, per trovare il modo in cui eventi singoli e sorprendenti del comportamento animale, spesso tralasciati dall'indagine scientifica, possano essere recuperati nel nostro sistema di conoscenze.
Solo da qualche decennio stiamo cominciando a capire che gli animali non sono macchine, né improbabili imitazioni degli umani. Sono geneticamente variabili ed ogni individuo ha la capacità di assumere comportamenti non stereotipati. Essi si muovono in un universo evolutivo la cui comprensione non potrà mai avvenire fuori dal contesto proprio, il solo nel quale ogni animale non umano può avere la propria interezza.
Negli zoo l'animale è e rimane esclusivamente un oggetto da quantificare, limitato e non suscettibile di essere compreso appieno.
Vi sono numerosi problemi, alcuni dei quali si cerca comunque di risolvere, in primo luogo lo spazio e la qualità dello spazio.
Ma mai nessun animale potrà esprimere la sua individualità che si rapporta con altri animali, prede o compagni, che si esprime nell'organizzazione sociale, aperta o rigida, con le gerarchie e con il proprio ambiente nel quale l'uomo è un intruso o un nemico.
Nessun accorgimento potrà mai restituire agli animali le condizioni vitali per esprimere compiutamente la propria esistenza.
Anzi, ogni improbabile imitazione degli ambienti naturali ne rende ancora più grottesca la vita assolvendo una funzione profondamente diseducativa.
Il Bioparco di Roma nel cuore della città, in continuità con il vecchio zoo, accoglie dal 1997 mammiferi, rettili e uccelli con l'aspirazione, declamata nei cataloghi di presentazione, di preservare "i valori della cultura dell'umanità" con l'obiettivo "etico animalista finalizzato al benessere della vita degli animali" e quello "imprenditoriale di rendere il giardino zoologico un sito attrezzato a svolgere una moderna e aggiornata funzione didattica e scientifica".
V'è da chiedersi quale insegnamento potranno darci gli orsi, Bruno e i suoi amici, nella loro valle dell'eden. E gli elefanti nella caricatura della foresta e le scimmie nel loro rapporto quotidiano con i turisti.
Una realtà che il giovane fotografo, Alfredo Villa, ci ha raccontato con le immagini delle mani e degli occhi dei protagonisti animali, attraverso le reti e le sbarre dietro le quali muoiono anche i valori della civiltà degli uomini.
Abbiamo voluto raccogliere in un libro la denuncia fotografica muta e dolente alla quale hanno dato voce uomini e donne della scienza e della cultura perché ognuno dedichi almeno un minuto del suo tempo e almeno una lira dei suoi denari per aiutarci ad aprire le porte delle prigioni.
È relativamente facile addurre ragioni per l'esistenza di tali depravazioni. È un atteggiamento di autoindulgenza degli uomini e il fatto che sia perdonato dal silenzio rivela una profonda meschinità dell'animo umano.

Paolo Manzi, Presidente dell'E.N.P.A. Ente Nazionale Protezione Animali

Per ulteriori informazioni su questo volume visita il sito della casa editrice

Nessun pericolo per cani e gatti
  9 MARZO 2001: Nessun pericolo afta per cani e gatti. Si puo' assolutamente essere sicuri che il cane e il gatto non corrono alcun rischio di essere infettati dal virus. Sulla base della letteratura scientifica e delle attuali ricerche, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) interviene a tranquillizzare i proprietari di cani e gatti. I carnivori sono infatti considerati refrattari.
Festa vera per grilli "artificiali"
  FIRENZE, 8 FEBBRAIO 2001: La Festa del Grillo si modernizza. Dopo gli scontri dello scorso anno tra animalisti e sostenitori del costume e delle memorie della città, gli assessori all'ambiente Bugliani e alle tradizioni popolari Giani si sono finalmente messi d'accordo e studieranno insieme, concretamente, come coniugare una festa secolare con il rispetto per gli animali.

Da mesi il verde Bugliani tesse contatti con le associazioni ambientaliste, con i grillai e i gruppi consiliari. «Voglio che non si ripeta la guerra dello scorso anno, ma che la festa si svolga senza sacrificare i grilli. La sensibilità della gente è cambiata e bisogna tenerne conto». Ribatte Eugenio Giani che la «festa è antica e che Firenze ne è gelosa e fiera» ma conviene, anche su un preciso invito del sindaco, che attorno a un tavolo si troverà una soluzione concreta che salvi capra e cavoli.

Una soluzione che viene da lontano: «Nelle gabbiette non ci saranno grilli vivi. Li stiamo cercando artificiali in tutto il mondo - spiega Vincenzo Bugliani -. A Taiwan ne abbiamo trovato un tipo che funziona a energia solare e che fa un cri-cri che sembra vero». Con il marchingegno asiatico, o con un nostrano carillon, i sette grillai sono salvi. Non solo potranno vendere ugualmente le gabbiette canore, ma il comune li aiuterà in due modi: intanto favorendo la nascita di una loro associazione di categoria, alla quale darà contributi sotto forma di acquisti di gabbiette per le scuole; e poi consentendo loro di rifornirsi di legno e metallo di recupero nel centro dell'ex inceneritore di San Donnino.

Alle Cascine la festa del grillo diventerà la festa degli animali, con mercatini per i nostri amici a quattro zampe e passerelle di cuccioli e bastardoni. Ma i grilli veri il 27 di maggio non mancheranno e da una grande gabbia saranno i bambini a liberarli nei pratoni con gesti sacrificali.
La Regione Umbria autorizza la pesca con scossa elettrica
  Roma 7 febbraio: La Giunta Regionale dell’Umbria sta per approvare un nuovo regolamento relativo alla disciplina dell’attività della pesca nella acque interne che prevede espressamente all’art. 5 “pesca con apparecchi elettrici ai fini della corretta gestione e la tutela del patrimonio ittiofaunistico”. Non visono notizie di precedenti in Italia e riteniamo estremamente pericoloso legittimare una pratica barbara assolutamente contraria a tutte le norme a tutela degli animali.
Sappiamo infatti che pescatori professionisti, non certo per scopi scientifici, potrebbero essere legittimati da autorizzazioni della Provincia a praticare lo stordimento elettrico nelle acque del Lago Trasimeno prelevando, tra quelli venuti a galla, gli esemplari di maggior pregio e lasciando nell’acqua gli altri pesci in attesa della successiva scossa e provocando la morte dei pesci più piccoli che verrebbero lasciati ad imputridire nell’acqua con conseguenze che evidentemente non costituiscono un particolare rilevante per l’Amministrazione Regionale..
Non comprendiamo come la Regione Umbria che pure ha dimostrato disponibilità a collaborare con l’E.N.P.A. su temi come la lotta al randagismo e la tutela degli “animali da affezione” possa dar prova di una tale insensibilità nei confronti degli “altri” animali cosiddetti “da reddito”. E’ evidente come questa anacronistica distinzione sia ancora dura a morire.
Il Bioparco cambia direttore
  Roma 11 gennaio: sarà Gabriella Meo, esponente della Lipu, a dirigire il Bioparco (ex giardino zoologico di Roma) e a guidare la sua difficile traformazione. La Lipu ha inaugurato da poco, proprio all'interno del Bioparco, un centro di accoglienza per la fauna selvatica.
Mucca pazza, bufera in Germania
  Berlino10 gennaio: sono arrivati a nove i casi di mucca pazza accertati in Germania. I ministri tedeschi di Sanità e Agricoltura che avevano sottovalutato il pericolo si sono dimessi.
Via i volontari dal canile
  Roma10 gennaio: non è stata rinnovata la convenzione tra la Asl RMD e l'Associazione dei volontari del canile di Porta Portese a Roma. Ora molti dei cani sono stati traferiti alla pensione Casa Luca già al centro, nei giorni scorsi, di accese polemiche per le condizioni in cui vengono tenuti gli animali.
Partiranno in ritardo i test contro la mucca pazza nel nostro paese
  Roma 3 gennaio: ci vorrà ancora un mese prima che tutti i bovini oltre i trenta mesi destinati alla macellazione in Italia vengano sottoposti ai test previsti contro la malattia della mucca pazza.
Non tutti, infatti, gli istituti zooprofilattici sono pronti ad avviare gli esami necessari per rilevare eventuali patologie sui capi di bestiame.Lombardia, Lazio e Campania avranno bisogno almeno di un mese in più rispetto ad altri istituti anche per l'elevato numero di animali che vengono macellati in queste regioni.
Cina vieta importazione di carne dall'UE
  Pechino 2 gennaio: il governo cinese ha disposto il blocco delle importazioni di carne bovina di provenienza europea in seguito ai rischi derivati dalla malattia della "mucca pazza"
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