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Pasqua: appello al Papa in difesa degli agnelli. Gesù non fece sacrifici di animali
  • Roma, 29 marzo 2002 - Gesù non mangiò l¹agnello durante la Pasqua ebraica ed era contrario ai sacrifici, all' ecatombe nel Tempio.
    Lo affermano alcuni esponenti ambientalisti in un appello al Santo Padre in prossimità della Pasqua cristiana.

    Con una lettera a Giovanni Paolo II, Stefano Apuzzo, Carlo Ripa di Meana ed Edgar Meyer chiedono di invocare pietà per capretti ed agnellini uccisi a milioni durante le festività pasquali.
    La lettera al Papa chiede che la prossima Pasqua sia davvero la Festa della Resurrezione e non dell'ecatombe di agnellini lattanti.

    Nella lettera al Pontefice gli esponenti ambientalisti chiedono al Santo Padre di esprimere una parola di amore e clemenza per gli animali oggetto di sacrifici pagani e ricordano i numeri dell¹ecatombe: 2 milioni di conigli, 1 milione e mezzo di vitelli, 2 milioni e mezzo di pecore e capretti, 500.000 di equini, uccisi ogni anno in Italia con un incremento del 30% per gli ovi-caprini nel periodo pasquale. Oltre il 60% degli agnellini consumati in Italia è di importazione, spesso proviene da paesi dell¹est con inesistenti controlli sanitari e veterinari, giungendo nel nostro paese dopo giorni di viaggi disumani.

    Gli autori dell'appello ricordano al Pontefice le ferme convinzioni di Cristo contrarie ai sacrifici di animali, rievocando l'ultima cena che avvenne, come testimoniano noti biblisti e teologi (tra cui Monsignor Mario Canciani), presso gli Esseni, popolo che non era uso ai sacrifici del Tempio ebraico. Sia gli Esseni che Gesù erano in quel tempo, in rotta con i sacerdoti del Tempio ebraico, per questo di certo non parteciparono ad alcun sacrificio.

    Gesù afferma, nel Vangelo degli Ebioniti,: "Io sono venuto ad abolire i sacrifici. E se non cesserete di sacrificare, non cesserà in voi l'ira". I discepoli, nel medesimo testo, interpellano Gesù: "Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la pasqua?" e Gesù risponde: "Forse che io ho desiderato mangiare carne con voi in questa pasqua?". Senza dimenticare il noto passaggio della Bibbia dove è scritto: "La sorte degli uomini e quella degli animali è la stessa: C'è un soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie perché tutto è vanità".

    "Negli animali c¹è qualcosa di molto simile al soffio vitale divino", affermò Giovanni Paolo II nel 1993.

    Il Santo Padre ha già espresso una parola chiara in proposito e gli animalisti Gli chiediamo di essere ancor più esplicito, giungendo a condannare i sacrifici di agnellini e capretti lattanti.

    L'Associazione Gaia per la prossima Pasqua ha attivato anche un numero di telefono Pasqua Vegetariana per chiedere deliziose ricette "non violente" e gustose: 02.86463111 (dal lunedi al venerdi tutti i pomeriggi).

    Le migliori ricette vegetariane e biologiche, elaborate da Stefano Carnazzi e dai gourmet di Gaia e Diamoci la Zampa, sono inoltre disponibili sul sito www.gaiaitalia.it.

Rondini: in provincia di Milano multe per chi danneggia i nidi, mentre a Orvieto la Curia...
  • Orvieto - Milano, 29 marzo 2002 – Le facciate del Duomo di Orvieto avranno un nuovo volto, dopo i lavori di ristrutturazione decisi dalla Curia. Questa però non è una buona notizia per le rondini che hanno scelto le grondaie del monumento per costruire i loro nidi. Hanno già deposto le uova, e dopo la Pasqua, quando i lavori inizieranno, le impalcature impediranno loro l’accesso ai nidi. L’Enpa allora ha scritto alla Curia e alla ditta appaltatrice per sospendere i lavori. “Esiste una legge sulla caccia che tutela i nidi abitati – spiega Franco Fedele – a demolirli si rischia una sanzione amministrativa, addirittura penale quando vi risiedono specie protette. Come le rondini, decimante dai pesticidi contenute negli insetti di cui si nutrono, e con sempre meno cornicioni dove nidificare”.

    Intanto in provincia di Milano, a Opera, l’Amministrazione ha concretizzato la tutela delle rondini, simbolo della primavera. La delibera salva rondini compie un anno e l’Assessore all’Ecologia ha attivato i controlli per verificare la sua applicazione, in particolare in agricoltura, nelle cascine e nei parchi.

    Lo rendono noto l’ex parlamentare Stefano Apuzzo e l’Assessore all’Ecologia Augusto Sandolo.

    Negli ultimi 20 anni le rondini sono diminuite in Europa del 40% e i Paesi più colpiti sono Germania, Danimarca e Olanda con un drastico 80%. In Italia la percentuale è comunque molto alta, intorno al 20% in meno.

    ”È un grande successo di cui siamo orgogliosi - dichiarano i Verdi Apuzzo e Sandolo - che concretizza la campagna nazionale della LIPU a favore delle rondini. La maggior presenza di questi uccelli, oltre ad impersonare visivamente la primavera è la miglior tutela contro il proliferare delle zanzare che ogni estate assillano le notti milanesi”.

    La delibera, fra l’altro, vieta l’uso di esche avvelenate, la distruzione dei nidi (che dovranno essere eventualmente rimpiazzati), trattamenti insetticidi in primavera, l’uso di diserbanti chimici.

    L’Ufficio Ecologia del Comune in queste ore è impegnato a verificare l’attuazione ed il rispetto della delibera.

    Edgar Meyer, presidente dell’Associazione ambientalista Gaia animali & ambiente, propone a tutti i Comuni dell’hinterland milanese di adottare la delibera salva rondini del Comune di Opera, offrendo il testo a chi lo vorrà richiedere telefonando allo 02.86463111.

Per salvare gli agnelli di Pasqua
  • Roma, 28 marzo 2002 – Prima della Pasqua L’Enpa ha lanciato una campagna stampa e radiofonica per disincentivare il consumo di carne d’agnello, in occasione delle celebrazioni per la risurrezione di Cristo. Ringraziamo innanzitutto la Saatchi&Saatchi, che mettendo a nostra disposizione e a vantaggio dei nostri amici animali la sua creatività, ci ha permesso di realizzare questa iniziativa. Ma ringraziamo anche i mass media che hanno raccolto il nostro appello. Per farlo, non ci sembra esista un modo migliore che riportare l’articolo che segue, letto sul numero 12 di "Grazia", del 26 marzo scorso.

    Salvate gli agnelli!

    Guarda nell'obiettivo con occhi da agnello o capretto che sia, mentre una grande scritta un po' surreale dice:«Miao».

    E certo non si tratta di una svista dei pubblicitari. Una spiegazione c'è, ed è logica, tanto dal punto di vista dell'animale rappresentato quanto da quello di chi si sofferma a leggere il testo: «Nel periodo pasquale agnelli e capretti farebbero di tutto per non finire sulla vostra tavola con delle patate».

    L'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali; www.enpa.it), con una campagna firmata da Saatchi & Saatchi, lancia un segnale di sensibilizzazione sulla mattanza che ogni anno - in nome di una tradizione più astronomica che cristiana - porta sulle tavole italiane sette milioni di ovini: un fiume di vittime che, se si mettessero in coda l'una dopo l'altra, partirebbe da Roma, attraverserebbe l'oceano e arriverebbe a Calcutta.

    Obiettivo della comunicazione è ricordare che gli animali non si possono dividere tra simpatici e commestibili. E visto che il 45 per cento della popolazione italiana vive con una bestiola d'affezione, fa riflettere sulla sofferenza dei milioni di animali (e certo non solo gli ovini) che, dopo una vita trascorsa negli allevamenti intensivi, vengono macellati per finire in pentola. Il messaggio è chiaro: la sofferenza di un agnello non è diversa da quella di un cane o di un gatto. E il suggerimento è di cambiare gusti.

SOS: gatti cercano padrone... a Grosseto
  • Grosseto, 27 marzo 2002 - Ripetiamo l'appello di Cinzia che deve trasferirsi in Australia e non può portare con sé i suoi gatti. Erano 55, 18 sono già stati adottati, ma ancora 47 hanno bisogno del vostro aiuto. Per saperne di più potete leggere il testo della notizia comparsa ieri su questo sito ("Cinzia non può portare i suoi gatti con sé e chiede a chi ama gli animali: "Abbiatene cura") oppure, se vi basta sapere che un gatto sta chiedendo che voi lo adottiate, potete telefonare allo 0564 - 24106, il numero di Marlena Greco Giacolini, la delegata dell'Enpa di Grosseto che si sta occupando dei gatti di Cinzia.
Enpa di Bologna: mani legati contro gli esperimenti della Fondazione Ramazzini
  • Bologna, 27 marzo 2002 - La Fondazione Ramazzini di Bologna è diventata tristemente nota agli animalisti nelle ultime settimane, quando ha dato avvio al progetto di sacrificare 9mila topi alla sperimentazione scientifica.

    Tutte le associazioni animaliste sono insorte, “ma la normativa non ci consente di fare nulla. Molti anni fa abbiamo atto un’istanza per effettuare dei controlli, ma la risposta fu che era consentito l'accesso a questi laboratori solo a personale medico” dice Luciano Giuffrida, presidente della delegazione Enpa di Bologna.

    Morando Soffritti, direttore scientifico della fondazione, in un’intervista pubblicata il 18 marzo sul Resto del Carlino, aveva tagliato corto: “Questi studi sono lo strumento più efficace che abbiamo per individuare gli agenti cancerogeni”.

    “Gli strumenti di cui disponiamo [per identificare gli agenti cancerogeni] sono gli studi epidemiologici sulle popolazioni [umane] esposte e i test di laboratorio [sugli animali]. I primi consentono di valutare i rischi tumorali a distanza di 20-30-40 anni dall'inizio dell'esposizione, ma non di predirli. I test di laboratorio permettono di predire i rischi e di prendere provvedimenti prima che possano diffondersi nella popolazione”.

    E questo vale, secondo Soffritti anche “per i campi elettromagnetici della telefonia cellulare”, quelli da cui saranno bombardati i topi di Bologna per scoprire se questo trattamento provocherà loro il cancro. “La conduzione di una adeguata sperimentazione di laboratorio può darci risultati fruibili in 4-5 anni” prosegue Soffritti.

    Difende a spada tratta la ricerca, il direttore. Assicura la successiva applicabilità dei risultati ottenuti sui topi all’uomo, garantisce che nei laboratori si tenda a far morire i topi di vecchiaia perché “i test funzionano solo se l'arco naturale della loro vita non è arbitrariamente interrotto”.

    Dimentica però che la morte non è l’unico criterio per giudicare che un animale stia bene. I parametri etologici in base ai quali si valuta il benessere degli animali, nella sperimentazione non si può dire che siano rispettati. Ma le associazioni che difendono gli animali hanno le mani legati, come conferma Giuffrida.

    “Solo nel ’92 siamo riusciti ad aggirare l’ostacolo della legge con un escamotage: nel rispetto del decreto legge 532/92 il Nucleo di Bologna del Corpo Guardie Zoofile ha iniziato a effettuare regolari controlli presso la stazione ferroviaria sulle spedizioni in arrivo delle cavie destinate alla sperimentazione”, dice.

    “Questo per prevenire i numerosi decessi ed affinché venisse garantita agli animali una degna modalità di trasporto. Dal nostro meticoloso lavoro è risultato che chi compra queste bestiole contratta un margine di mortalità che non superi il 50%. Questo consentirebbe quindi di potere riempire oltre misura i contenitori destinati al trasporto”, continua Giuffrida.

    “Dopo circa 10 anni di accurati controlli grazie anche alla collaborazione delle istituzioni (Ferrovie dello Stato e Polizia ferroviaria) che fanno transitare tali spedizioni per Bologna, le condizioni di viaggio di tali animali sono migliorate, e i casi di mortalità dovuti al mancato rispetto delle norme sul trasporto degli animali vivi, sono di gran lunga diminuiti”.

    Prima di arrivare al laboratorio, dunque, gli animali sono al sicuro. Ma quando si chiudono le porte della Scienza, non è dato sapere quale sarà il loro destino. “Purtroppo non abbiamo altro strumento per contrastare un'attività su cui vi è una legge che la consente a determinate condizioni” conclude Giuffrida.

Milano: multe salate se si è spasso con il cane... e senza paletta
  • Milano, 27 marzo 2002 – Multe salate sotto la Madonnina per chi porta il cane a spasso senza avere con sé l’apposita paletta. Lo stabilisce una delibera del Comune discussa ieri, che entrerà in vigore entro dieci giorni dall'approvazione. La delibera prevede una sanzione di 50 euro (in casi di particolare gravità, e se non si paga subito, può arrivare fino a 150 euro) che servirebbe a educare i padroni dei cani e a garantire che i marciapiedi non siano più disseminati di “ostacoli”. «È ovvio che nel primo periodo - ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato al Corriere della Sera - cercheremo di non essere fiscali e i nostri vigili, come le guardie ecologiche, cercheranno più che altro di far circolare notizia del provvedimento. Saremo più inflessibili dopo un periodo ragionevole di tempo: diciamo da agosto o settembre».

    Il provvedimento ha sollevato un tourbillon di polemiche. Sia maggioranza che opposizione hanno sollecitato la formazione di una sezione di vigili che si occupi esclusivamente delle infrazioni riguardanti il decoro urbano: dalle cacche dei cani ai graffiti, all’imbrattamento del suolo. Ma il vice sindaco Riccardo De Corato ha risposto che non è una proposta attuabile. In aula ci sono state discussioni anche sulla proposta, da parte di Forza Italia, di istallare più cestini porta-deiezioni e «possibilmente» macchine che distribuiscano palette o sacchetti. Ora non ci resa che attendere. Certo non si può non considerare l’opinione di Gianni Occhi, di Rifondazione, che sottolinea la «illegittimità di punire un’intenzione».

Cinzia non può portare i suoi gatti con sé e chiede a chi ama gli animali: "Abbiatene cura"
  • Grosseto, 26 marzo 2002 – Cinquantacinque gatti nel giardino di casa. La signora Cinzia Pignatelli non avrebbe mai voluto separarsene. Ma ora deve: il suo lavoro la porterà in Australia, dove, da ottobre si trasferirà definitivamente. L’Australia sarà la sua nuova Patria, ma non lo sarà per i suoi mici, che Cinzia sarà costretta a lasciare a Grosseto, perché la legge le impedisce di portarli con sé.

    “Posso avere il nullaosta al massimo per tre o quattro gatti, ai quali, prima di partire, dovrò fare un check-up completo per dimostrare che sono sani” dice.
    Quello che tace è che una volta atterrata, dovrà tenere i suoi gatti in quarantena per quattro mesi, sostenendo dei costi ingenti di sua tasca, una misura prevista dalla legge australiana per evitare eventuali contagi delle popolazioni feline locali..
    Si preoccupa solo che il viaggio a cui dovrà sottoporli non sia tanto terribile da procurar loro qualche danno. “So che devono viaggiare nel deposito bagagli, voglio essere sicura che non subiscano traumi” aggiunge.
    Socia dell’Enpa di Grosseto, Cinzia racconta che la “sua” colonia si è formata nel corso degli anni e che è diventata sempre più numerosa.
    Ogni volta che sulla sua strada si imbatteva un gattino che con gli occhi le chiedeva aiuto, lei non aveva il coraggio di voltarsi fingendo di non aver capito.
    “Vorrei portarli tutti con me, ma non posso farlo, per favore adottate i miei gatti, sono affettuosi, amorevoli, tutti sani e sterilizzati…”.
    Il tono è quello di una madre che il destino ha scelto di separare dai suoi figli, un destino a cui lei non può opporsi. Un appello che non può rimanere senza risposta, e che è già stato accolto dalla delegata grossetana dell’Enpa, Marlena Greco Giacobini. “Ho provato a portare i gatti di Cinzia in televisione, ma pare che alcune trasmissioni si occupino solo di cani” dice, con un po’ di amarezza.

    Per la verità, grazie al passaparola e al suo impegno personale, la signora Marlena è già riuscita a fare adottare 18 dei gatti di Cinzia. Quindi , ancora 47 rischiano di dover restare soli.
    “Sono sicura che i nostri tanti amici animalisti ci aiuteranno a risolvere questo problema e assicureranno a ciascuno di questi gatti l’amore che spetta loro”.
    I gatti di Cinzia sono tutti diversi tra loro, i loro manti sono variamente colorati, hanno “taglie” ed età differenti, sono maschi o femmine. Sono tutti sani, qualcuno, più sfortunato, è stato raccolto dalla strada già sordo o cieco. Ma sono tutti abituati al contatto con l’uomo, e docili.
    Noi crediamo che Cinzia e il suo amore meritino il nostro aiuto. Chiunque voglia accogliere questo appello e prendersi cura di uno dei gatti di Cinzia, può telefonare alla signora Marlena al numero 0564 – 24106.

Aids: un vaccino per i gatti dagli Usa
  • Milano, 25 marzo 2002 - Sarebbe pronto un vaccino anti-aids... per curare la sindrome da immunodeficienza felina. Il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha dato il via alla commercializzazione di un farmaco, prodotto nei laboratori dell'Università della Florida, che renderà i gatti immuni dal Fiv, l’equivalente dell’Hiv umano. Il prodotto, sviluppato da Janet Yamamoto, la professoressa di medicina veterinaria che scoprì, nel 1986 il virus, sarà disponibile a partire dal prossimo autunno.

    “In effetti il Fiv ha molto in comune con il suo corrispondente umano. E’ per questo che il nostro vaccino potrebbe, in qualche modo, essere d’aiuto alla ricerca sui pazienti umani”, ha dichiarato la professoressa Yamamoto.

    L'aids dei gatti non è trasmissibile tra specie diverse, ma si contagia tra un gatto e l'altro a causa dei morsi durante i combattimenti, e colpisce, in tutto il mondo, dal 2 al 25 per cento dei felini.

    Negli animali il Fiv si sviluppa in tre fasi. “Nella prima, che corrisponde al momento acuto dell’infezione, il gatto è privo di appetito, ha febbre intermittente, sonnolenza, e, all’analisi del sangue, un ridotto numero di globuli bianchi”, spiega la Yamamaoto. “La seconda fase non mostra sintomi evidenti. Nella terza il gatto perde sensibilmente peso, ed è soggetto ad altre infezioni, di difficile trattamento”.

    Il vaccino è stato ottenuto lavorando su virus derivati da gatti che pur essendo infetti non mostrano alcun sintomo, anche per un lungo periodo di tempo. “Le loro difese immunitarie sono cioè abbastanza efficienti, e proteggono l’animale per molto tempo, anche se la trasmissione del virus è già avvenuta”.

    Il vaccino, che si basa su due diversi ceppi di Hiv felino, uno americano ed uno asiatico, dovrebbe poter essere efficace in qualsiasi parte del mondo.

Manfredonia: il branco dei randagi sterminato col veleno
  • Manfredonia (Foggia), 22 marzo 2002 - I randagi di Manfredonia vivevano sul molo. Incontravano solo i vecchi pescatori e nella torbida estate pugliese, i turisti. Preferivano il molo di ponente, era lì che avevano stabilito la loro dimora. Ma a qualcuno davano fastidio, anche lì, defilati, cani di nessuno, come clochard dimenticati. Senza regole che gli uomini potessero comprendere, lupi in branco.

    Qualcuno li ha uccisi, probabilemnte con del veleno. A scoprirlo e a fare denuncia contro ignoti ai Carabinieri è stato Marco Luppoli, un assicuratore che quando non lavora, si occupa di animali, ed è il delegato di zona dell'Enpa.

    "Ero andato, insieme a un gruppo di volontari, a vedere come stavano, come faccio peridicamente, per verificare se il loro stato di salute è buono oppure hanno bisogno del veterinario" ha detto Luppoli. I randagi erano da tempo controllati dai volontari dell'Enpa, le femmine del banco erano sterilizzate e non costituivano un pericolo per nessuno. Ma a qualcuno la loro stessa esistenza dava fastidio ugualmente.

    "Li cercavo, li stavo chiamando quando qualcuno mi ha detto che li aveva visti morti in strada e che qualcun'altro li aveva gettati nel vicino cassonetto dell'immondizia" continua Luppoli. E racconta di essersi precipitato verso l'indegna "bara" dei randagi, aver sollevato il coperchio del cassonetto ed essersi trovato davanti agli occhi uno spettacolo orrendo. Le carcasse in putrefazione dei "suoi" cani, tutti e dieci, ammassati come sacchi vuoti.

    Nove delle carcasse sono state smaltite come "rifiuti speciali", questo è per la pubblica amministrazione un animale senza più vita, la decima è stata trattenuta da Luppoli che la ha portata al servizio veterinario della Asl Foggia 2 perché venisse analizzata, nella speranza che nei tessuti dell'animale si rinvenga il veleno, che ha ucciso tutti i membri del branco.

    Intanto sul luogo è stata prelevata una polverina rosa. Le analisi di laboratorio diranno se si tratta del veleno che ha ucciso i cani di Manfredonia.

Pescara: sentito l'Enpa sul regolamento affamarandagi del Comune
  • Pescara, 22 marzo 2002 - Ricordate il discusso regolamento della polizia urbana di Pescara con cui si vietava, tra l'altro, di dare da mangaire ai randagi che gironzolano in città? Ebbene, la saga continua.

    In commissione decentramento, alcuni giorni fa, è stata sentita la delegata dell'Enpa di Pescara, Carmelita Bellini. La signora sembra piuttosto tranquilla. Il regolamento fa fatica a passare e forse il fatto stesso che in Comune abbiano voluto sentire la voce di chi fa professione della protezione degli animali, indica che esiste un'apertura.

    Il regolemento nasce con l'intento di evitare che i marciapiedi siano invasi da cartacce e avanzi di cibo. Ma per aggirarlo forse basterebbe un po' di buonsenso, senza arrivare all'estrema conseguenza di far morire di fame i randagi di Pescara.

    "Ai volontari chiedo sempre - dice Carmelita Bellini - di portare via cartacce e piatti di plastica, lasciando pulito. E' impensabile credere che si possa impedire a qualcuno di dare da mangiare a questi animali, anche perché il cibo è l'unico mezzo per avvicinarli e prelevarli per portarli alla Asl. Sono quasi tutti cani abbandonati, hanno molta paura. Ci vuole un po' di tempo per avere la loro fiducia".

A Udine i vandali devastano il primo cimitero degli animali
  • Cassacco (Udine), 20 marzo 2002 - E' accaduto nella notte tra domenica e lunedì. "Il giardino dei ricordi", il primo cimitero per animali italiano, fondato a Cassacco nel '92 è stato devastato da vandali che hanno spaccato otto lapidi e relative fotografie, provocando danni per 2500 euro. I proprietari deli animali sepolti, avvisati dal gestore del cimitero Simone Paulin, sono sconvolti.

    "Le lapidi prese di mira sono solo quelle a destra, - dice Paulin - installate come quelle delle persone. Mentre a sinistra, sull'erba, ci sono le targhette sullo stile americano. Si tratta esclusivamente di un atto vandalico: infatti, non è stato toccato niente dalla costruzione che utilizzo per tenere gli attrezzi. E' la prima volta che succede una cosa del genere".

    Il cimitero, un'area verde di 4mila metri quadrati, si raggiunge agevolmente dal centro del paese. Paulin è il primo ad aver pensato a fondare un cimitero dove trovassero riposo i nostri amici a quattro zampe. In realtà l'idea viene dai paesi del centro Europa e dagli Stati Uniti, dove gli animali domestici si seppelliscono nei cimiteri fin dal secolo XIX.

    Gli animali seppelliti a Casacco arrivano da tutta la regione e anche dal Triveneto. Quelli ricordati nelle lapidi distrutte nella notte di domenica, hanno proprietari di Udine, Gorizia, Trieste. Gli animali ospitati nele Giardino sono 320, non solo cani, ma anche, gatti, merli, cocorite, ogni tipo di bestiola che può essere considerata animale d'affezione.

Cucciolo colpito a morte da un ignoto armato di fucile
  • Tagliolo (Alessandria), 20 marzo 2002 - Una vera e propria esecuzione. La vittima inerme un cucciolo di cane. E´ accaduto in località Berretta, a Tagliolo, in provincia di Alessandria. «Jamie», la vittima, un cagnolino di otto mesi di razza Border Collie, è uscito in compagnia di altri due cani, dal cancello della casa in cui era viveva. Dopo qualche minuto i due cani più vecchi sono rientrati, mentre il cucciolo si è attardato, probabilmente incuriosito da qualche novità. Poco dopo la proprietaria, Micaela Sartore, ha udito un colpo di fucile. Quasi colta da un presentimento è corsa in strada e ha trovato il cagnolino esanime a terra, con il capo dilaniato da un pallettone del tipo di quelli usati per la caccia ai cinghiali. Alla donna non è rimasto altro che denunciare l´accaduto ai carabinieri e informare l´Enpa di Ovada. La notizia dell´accaduto si è rapidamente diffusa ed è stata commentata con parole di condanna verso l´ignoto che ha sparato.
Navigando puoi aiutare gli animali
  • Roma, 19 marzo 2002 - Sulla Rete è possibile trovare alcune petizioni che si possono firmare in pochi minuti per aiutare i nostri amici animali. Ne segnaliamo alcune internazionali in scadenza.

    Petizione contro un allevamento di criceti per la vivisezione a Newchurch:

    http://www.petitionpetition.com/cgi/petition.cgi?id=2844

    Petizione contro l'uso di animali nei test cosmetici:

    http://www.petitionpetition.com/cgi/petition.cgi?id=3120

    Petizione per fermare la tortura degli orsi cinesi:

    http://www.petitionpetition.com/cgi/petition.cgi?id=2862

    Petizione per inasprire le pene per il reato di maltrattamento di animali nello stato dell'Ohio:

    http://www.petitionpetition.com/cgi/petition.cgi?id=2871

    Per firmarle basta copiare e incollare gli indirizzi in una nuova pagina internet.

A Parma tutti gli animalisti in piazza per difendere i diritti dei "fratelli deboli"
  • Parma, 18 marzo 2002 - Tutte le associazioni animaliste hanno preso parte alla manifestazione in piazza della Steccata per difendere i diritti di cani e gatti. E amanti dei nostri omologhi a quattro zampre sono arrivati da centocinquanta città italiane per prendere parte alla la giornata contro i maltrattamenti degli animali, organizzata dal coordinamento nazionale associazioni animaliste.

    Insieme all'Enpa di Parma e Traversetolo, c'erano il movimento Una (uomo natura animale), Timbuctù «cani e dintorni», Sos Angels «Amico gatto», «I gatti di Maria Luigia» e l'Oipa. Lo scopo, oltre a quello di trovare fondi e sensibilizzare i cittadini, è stato quello di raccogliere le firme per tre petizioni. Con la prima, forse la più importante, si chiedeva un inasprimento della pena, fino a due anni di carcere, per coloro che maltrattano gli animali (art.727 c.p.); con la seconda, invece, si cercava di porre termine alla diffusa abitudine di disseminare bocconi avvelenati e, infine, con la terza si chiedeva al Parlamento europeo la concessione del diritto di esercitare l'obiezione di coscienza all'uso d'animali nella sperimentazione. Lo slogan della giornata parla chiaro, «Attenti all'uomo», per sottolineare che devono temere più loro da noi, sicuramente, che noi da loro. Ma il successo della manifestazione è stato anche che ieri in piazza tutte le associazioni erano unite, avendo messo il bando ai particolarismi.

    Le offerte ricavate saranno utilizzate per la sterilizzazione dei gatti randagi, «dovrebbe farlo gratuitamente l'Ausl - ha evidenziato Sara Massera dell'Enpa - ma a riguardo ha numerosi inadempimenti» e per l'acquisto di medicinali. «E' un'ottima occasione per lavorare uniti -ha proseguito la Massera -, anche se in ogni modo esiste già una collaborazione ma non un coordinamento effettivo».

Bianchetti: Enpa di Savona contro la pesca che depaupera la fauna marina
  • Savona, 10 Marzo 2002 - Anche quest'anno decine di imbarcazioni sono state autorizzate a pescare i bianchetti (novellame) nel Mar LIGURE dal 28 Gennaio al 31 Marzo. Un chilogrammo di questi piccolissimi e giovani pesci pescati oggi, NON diventeranno domani almeno 500 chilogrammi di animali adulti.

    Ma non basta; visto che la pesca è stata abbondante, ora una nota cooperativa di pescatori savonesi chiede la proroga di almeno due settimane.

    Chissà se qualcuno stavolta ascolterà l'ENTE NAZIONAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI di SAVONA, che inutilmente da anni illustra quanto dannosa sia la pesca industriale, e quella del novellame in particolare, per la fauna marina.

    Il pesce catturato è passato dai 17 milioni di tonnellate del 1950 ai circa 90 del
    1989. E malgrado le flotte di pescherecci siano decuplicate, il pescato è da allora costantemente diminuito e costituito da esemplari (di ogni specie) sempre più piccoli, squali compresi; senza contare almeno altre 30 milioni di tonnellate di pesci non
    commestibili che vengono ributtati in mare ormai morti.
    La Comunità europea sta saggiamente tentando di indurre gli Stati membri a ridurre drasticamente l'attività di prelievo, soprattutto nelle basse fasce costiere ricche di posidonie
    (autentiche nursery dell'ittiofauna), proibire la pesca del novellame e riconvertire le flotte di pesca, perché stiamo sterminando le creature del mare.

    Ed invece l'Italia continua a propagandare la sportiva: ogni anno quote di pesca del tonno rosso vengono assegnate agli emuli deteriori Hemingway; ed ai turisti è garantita l'ebbrezza
    di partecipare in diretta alle mattanze.

Pescara: arriva Striscia contro l'Ordinanza
  • Pescara, 8 marzo 2002 - Fabio e Mingo, i due inviati di Striscia la notizia potrebbero tornare a Pescara per un blitz davvero singolare. Raggiunti allo 080-5214489 da centinaia di telefonate di protesta per il regolamento che vieta di dare da mangiare ai cani randagi a Pescara, promettono di consegnare al sindaco della città un caciocavallo, la loro alternativa al tapiro. Intanto sull'articolo 71 del nuovo regolamento di polizia urbana i partiti si dividono. Non tutti i consiglieri sono favorevoli ad abolire questa norma che prevede il divieto assoluto di sfamare per strada cani e gatti. Ieri, in commissione decentramento, il capogruppo dei democratici cristiani, Paolo Marino, ha detto di capire le ragioni che hanno spinto l'autore del provvedimento, il vice comandante dei vigili, Giuseppe Chincoli, a inserire quei divieti. «Può essere pericoloso avvicinarsi a un randagio mentre mangia», ha spiegato. Marino, inoltre, è convinto che il regolamento - che oggi e sabato tornerà in commissione - sia uno degli atti dell'amministrazione più importanti degli ultimi anni.
Animali in piazza contro i mangimi sofisticati
  • Milano, 7 marzo 2002 – Una manifestazione di piazza… niente di speciale, né di sconvolgente, nel clima politico attuale, sembrerebbe. Ma quella che si è svolta a Milano, lo scorso 23 febbraio è stata davvero speciale. A prendere d’assalto i giardini di Palestro a Milano, infatti, sono stati cani, gatti e rispettivi accompagnatori. Motivo della protesta: uno “sciopero della ciotola”, contro le sofisticazioni alimentari della pappa di Fido e micia.“Basta veleni nella scatoletta” e “via le frattaglie dalla ciotola” sono stati gli slogan più gettonati dei manifestanti a quattrozampe, che hanno improvvisato un festoso picnic a base di polpette e crocchette biologiche.

    Gli animali di casa sono davvero arrabbiati, e ne hanno tutte le ragioni, dopo aver letto il libro “Fido non si fida - come difendersi dalla scatoletta pazza”, un documentato j¹accuse contro l’industria alimentare per animali domestici che rifila ai nostri amati beniamini ogni sorta di porcheria: dagli scarti dei macelli agli olii esausti, dai cereali ammuffiti alle ossa tritate, il tutto condito con coloranti, conservanti, anti-ossidanti ed additivi chimici così potenti che alcuni di essi sono stati usati in Vietnam come defolianti (Agente Orange). Il libro inchiesta, edito da Stampa Alternativa in questi giorni in libreria, è stato scritto da Stefano Apuzzo ed Edgar Meyer, giornalisti e combattivi esponenti dell¹associazione Gaia, animali & ambiente (www.gaiaitalia.it) di Milano.

    ”Al cane ed al gatto cosa importa se la crocchetta è verde, rossa o gialla? - si chiedono gli autori - eppure le multinazionali del pet-food non rinunciano ad un veleno pur di vendere”.

    Anche l’Assalzoo, l’associazione dei produttori di mangimi per animali, ha preso posizione, impegnandosi a un maggior controllo sulle procedure di fabbricazione dei mangimi zootecnici.

Reggio Emilia: Enpa contro i caccaitori per fermare la strage dei bocconi avvelenati
  • Reggio Emilia, 7 marzo 2002 - Reggio Emilia ma anche Ravenna sono sconvolte da un’impennata nelle morti per avvelenamento di gatti e cani randagi. A Reggio Emilia sono i cani a fare le spese delle azioni incoscienti e cruente di chi dissemina bocconi avvelenati, a Ravenna le vittime designate sono i gatti, e ne sono morti 13 in pochi giorni per via, pare, di un antiparassitario.La sezione provinciale di Reggio Emilia ha presentato un ricorso al Presidente della Provincia, nel quale si da anche una spiegazione di questo aumento di bocconi avvelenati nelle campagne. È un fenomeno tipico, secondo il presidente della sede provinciale Enpa, Stella Borghi, del periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, appena chiude la stagione venatoria. “Nella maggior parte dei casi risulta piuttosto agevole comprendere che lo scopo di tale turpe pratica è l’eliminazione dei cosiddetti “nocivi”, predatori della selvaggina, in particolare volpi, faine e corvidi” si legge nella lettera della Borghi.

    Sarebbero dunque i cacciatori gli autori della strage silenziosa, che abbattono i concorrenti naturali, tra l’altro violando la legge regionale sulla caccia: “Pare infatti - stralciamo ancora dalla lettera - che i bocconi avvelenati non si rinvengano mai nel periodo settembre-dicembre, periodo in cui la caccia è aperta, .. e che abbondino solo nelle zone di ripopolamento e cattura, e sempre dopo la chiusura della stagione venatoria”.

    L’Enpa chiede alla Provincia di agire, proibendo per almeno un anno la cattura della selvaggina nel territorio dove si rinvengono bocconi avvelenati, se è in zona di divieto di caccia, o per una stagione se il territorio è in zona di caccia. Anche per i gatti uccisi a Ravenna, probabilmente con l’Endosulfan, un antiparassitario, la spiegazione potrebbe essere la stessa. I bocconi, cioè, potrebbero essere stati destinati alle volpi.

Pescara: non passa l'ordinanza affamarandagi
  • Pescara, 6 marzo 2002 - Ne avevamo parlato qualche giorno fa. Le polizie urbane di Trento e Pescara aveva avuto quasi in contemporanea l'idea di stilare un regolamento con cui si stabiliva, tra l'altro, il divieto ai volontari di portare cibo ai randagi, gatti e cani. Le regole erano tese a evitare che le strade venissero "inquinate" dalle ciotoline vuote. Ma a Pescara l'Ordinanza non è passata. La commissione decentramento ieri pomeriggio ha cominciato l'esame del documento, e ha concluso che, così com'è, l'Ordinanza non va. Il punto più discusso è stato proprio l'articolo 71 che stabilisce il divieto di dare da mangiare ai cani randagi. In proposito, il consigliere di Rifondazione comunista, Edoardo De Blasio, ha presentato, su richiesta delle associazioni animaliste, tra cui anche l'Enpa, un apposito regolamento per la tutela degli animali. «Proporrò in commissione di cancellare gli articoli del regolamento di polizia urbana che riguardano i cani in modo da poter poi procedere all'approvazione di queste norme per gli animali», ha spiegato De Blasio. Il regolamento, proposto dalle associazioni animaliste, prevede una serie di articoli che dovrebbero tutelare la sopravvivenza di cani, gatti e volatili. Il documento verrà presentato sabato prossimo dalle associazioni durante i lavori della commissione.
A Milano per salvare i gatti dell'ospedale Sacco
  • Milano, 1 marzo 2002 - Sono stati quattro gatti rinchiusi nei laboratori di ricerca dell'Ospedale Sacco di Milano a scatenare l'ira degli animalisti. Uno di loro è morto per i crudeli esperimenti inflitti al suo cervello, esperimenti considerati dall'associazione dei medici anti vivisezionisti, del tutto privi di validità scientifica.

    Domani. a partire dalle 12, tutti i milanesi sono chiamati a partecipare al sit-it organizzato davanti all'ospedale dall'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell’ONU. Ci sono ancora tre gatti, e topi e conigli all’interno del Dipartimento Universitario.

    Alla protesta prenderà parte anche l'attore Edoardo Costa, che gli appassionati di fiction ricorderanno come Riccardo di Vivere. Gli animalisti, sotto gli occhi di 2 enormi gatti e di 1 coniglio di polistirolo, saranno tutti travestiti da gatto. “E’ importante tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica. Dall’interno del Dipartimento cercano di farci credere che gli esperimenti sono cessati, ma abbiamo le prove, grazie ai contatti presi con i vivisettori da parte dei medici della LIMAV (Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione) che non solo stanno andando avanti, ma i gatti da quattro sono diventati tre. Per sabato ci aspettiamo una grande partecipazione, verrà gente anche da altre regioni d’Italia, come l’Emilia ed il Piemonte.” ha detto Massimo Pradella Vice Presidente Europeo e Rappresentante all’ONU dell’OIPA.

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