Home:Le News
Le News
Archivio News:
Mesi Precedenti

Anno 2001

Anno 2000

Pellicce di animali
  • Sono circa due milioni gli animali che ogni anno finiscono nelle imbottiture di cappotti e giacconi, soprattutto in Oriente, cani e gatti vengono utilizzati a questo scopo all'insaputa dei consumatori che si trovano spesso a interpretare ambigue e fuorvianti etichette.
    Ecco l'elenco delle etichette che si trovano spesso sui capi di abbigliamento:

    PELO DI CANE si puo' trovare scritto in questo modo sulle etichette:
    - Gae Wolf
    - Sobaki
    - Asian jackal
    - Gou - pee
    - Goupee
    - Kou pi
    - Gubi
    - China wolf
    - Asian wolf
    - Pommern wolf
    - Loup d'Asie
    - Asiatic racoon dog
    - Corsac fox
    - Dogues du Chine
    La pelliccia di cane puo' inoltre essere dichiarata come:
    - Special skin (pelle speciale)
    - Lamb skin (pelle d'agnello)
    - Mountain goat skin (pelle di capra di montagna)
    - Sakhon Nakhon Lamb skin (altro tipo di pelle di agnello)

    PELLE DI GATTO si puo' trovare scritto in questo modo sulle etichette:
    - Housecat
    - Wild Cat
    - Katzenfelle
    - Goyangi
    - Mountain cat

    MA MOLTO SPESSO L'ETICHETTA NON C'E' PROPRIO!!!!!
    Per fermare questo orrore non comprate nulla che abbia del pelo NON sintetico.

    Boicottiamo la Coin
PABLO È SALVO! L'ENPA HA OTTENUTO LA REVOCA DELL'ORDINANZA DI ABBATTIMENTO
DEL PIT- BULL DI RUBIERA (RE)
  • Roma, 19 novembre 2002 - Pablo è salvo! Il Sindaco di Ruberia (RE) ha revocato l'ordinanza che
    prevedeva l'abbattimento del pit bull che aggredì una ragazza.

    L'E.N.P.A ha chiesto e ottenuto il suo affidamento e al massimo entro
    domani, sarà trasferito presso un centro rieducativo dell'ENPA.

    L'E.N.P.A sta sviluppando un'esperienza concreta nel settore della
    rieducazione di cani aggressivi, avvalendosi di veterinari
    comportamentalisti, universitari della facoltà di veterinaria e operatori
    Enpa e diventando un referente specializzato nel settore.
    In cantiere anche un ambizioso progetto di ricerca sulla riabilitazione di
    cani da combattimento. Un approfondimento che sarà utile non solo ai
    soggetti in cura, ma anche ai loro compagni di sventura, considerato che il
    lavoro verrà pubblicato e reso fruibile per la ricerca di settore.
L’ENPA CHIEDE AL SINDACO DI RUBIERA LA REVOCA DELL’ORDINANZA DI ABBATTIMENTO DEL PIT- BULL CHE FERÌ UNA RAGAZZA
  • Roma, 18 novembre 2002 - Domani scade il termine previsto dall’ordinanza del Sindaco di Ruberia (RE), dott.ssa Anna Pozzi, per l’abbattimento di Pablo, il pit bull che aggredì una ragazza ferendola in viso.
    La soppressione è stata ordinata in quanto il cane è stato considerato troppo pericoloso a causa del ripetersi delle morsicature a danno di persone.
     
    L’E.N.P.A ha chiesto al sindaco di poter accudire Pablo, a proprie esclusive spese, ospitandolo in proprie strutture, e curandolo affinché lo stesso possa beneficiare di quel necessario percorso educativo per il suo recupero.
    Il proprietario del cane si è reso disponibile ad affidare Pablo  all’ E.N.P.A  ed è pronto a trasferirlo in uno dei nostri centri di rieducazione.
ENPA CHIEDE LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA VENATORIA NELLE ZONE INTERESSATE DALL’ERUZIONE DELL’ETNA
  • Roma 4 novembre 2002 - A seguito dei noti accadimenti relativi all’eruzione dell’Etna, sono stati segnalati fenomeni relativi a repentini ed inusuali spostamenti di alcune specie protette.
    Naturalmente, la circostanza che gli animali in questione siano costretti, per sfuggire alle fiamme, a percorrere sentieri e vie di fuga obbligate, consente a cacciatori di fare strage dei medesimi, decimando le popolazioni animali che ivi in questo periodo dimorano.
    L’ENPA ha chiesto l’immediata adozione di ogni utile provvedimento amministrativo che consenta di fatto il “blocco” immediato dell’attività venatoria nelle zone limitrofe e in quelle comunque interessate al passaggio degli animali in fuga.
Una legge per i beagle
  • Reggio Emilia, 7 giugno – I 56 beagle recuperati in un camion fermo al Brennero il 30 maggio scorso e destinati a diventare cavie da laboratorio in Gemania, sono salvi. Una ventina sono stati già adottati e le richieste, per gli altri, sono talmente tante che ora il canile dovrà fare un duro lavoro per scegliere tra gli aspiranti padroni. E intanto, un nuovo passo è stato fatto per l’abolizione di questa barbara pratica che prevede il trasferimento dei cani per scopi legati alla sperimentazione.
    Il Consiglio provinciale di Reggio Emilia ha emanato una delibera all’unanimità, con cui chiede alla Regione di approvare al più presto la proposta di legge elaborata dall’Enpa perché non si ripetano più fatti come quello avvenuto al Brennero una settimana fa.
    “Tenendo conto che la vivisezione per scopi scientifici in Italia è lecita e che spesso tali esperimenti, che vengono attuati sugli animali vivi dopo aver tagliato loro le corde vocali perché non abbaino, non sono ormai più attendibili, il presidente della Provincia si impegna ad attivarsi presso la Regione, poiché al più presto legiferi, per vietare questa pratica barbara e gli allevamenti di animali per tali scopi e di sostenere la proposta di legge sul divieto in regione di sperimentazione sugli animali proposta dall’Ente Nazionale Protezione Animali” così si legge nella delibera.
    Bisogna fare in fretta. A parte i falsi allarmi, come quello nella nottata di ieri secondo cui un nuovo furgone con un carico di cuccioli stava avvicinandosi alla frontiera, mentre poi, dopo una verifica si è scoperto che si trattava di un camion come un carico di biscotti, il pericolo è ancora in agguato.
    E alle 15 e 30 di ieri sarebbe partito un altro mezzo pesante con il carico di cuccioli destinati al massacro. Il mezzo è stato perso di vita e si teme che possa essere riuscito a valicare la frontiera.
Cuccioli di beagle rinchiusi dentro un camion alla frontiera del Brennero
  • Bolzano, 3 giugno 2002 - Cuccioli di beagle rinchiusi dentro un camion alla frontiera del Brennero. Arrivavano da un allevamento di Reggio Emilia e stavano andando in Germania, per essere usati nei laboratori della ricerca medica.
    Cinquantasei cuccioli: batuffolini di due mesi di vita, tremanti e bisognosi ancora dell’abbraccio della loro madre. Erano in un camion, coperti da un telone, ammassati in gabbie senza luce e senz’aria . Stavano andando verso un laboratorio farmacologico di Amburgo. Cavie da test. Il loro viaggio era iniziato da San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, dall’allevamento dove i piccoli sono nati, ed è stato interrotto dalla Polstrada sul passo del Brennero, poco prima del confine: il furgone, fermo nell'area di servizio Campo di Trens dell'A22, era inadatto al trasporto di animali. E questa è stata la salvezza dei cuccioli che guaivano fortissimo, piangevano disperati: nessuna norma avrebbe potuto impedire altrimenti il loro trasferimento nel laboratorio Amburghese, e la loro successiva uccisione per il “progresso della scienza”.
    Di fatto la legge italiana, o meglio, una sua lacuna, consente questa barbarie.
    Ma le tragiche condizioni del trasporto, in violazione di una altra norma, li hanno salvati.

    Un commercio non solo legale, ma remunerativo: ogni cucciolo costa circa 500 euro e per gli allevamenti questo è un vero business.
    Credevamo che non si potesse far altro, che il camion sarebbe ripartito e i cuccioli sarebbero stati ammazzati. Invece ora i 56 beagle tornano a Reggio Emilia, nell’allevamento da cui sono partiti.
    L’Enpa è riuscito a fare qualcosa, grazie anche all’interesse dell’opinione pubblica.
    Una proposta di legge che vieta in Emilia Romagna l’utilizzo e la cessione di animali per fini sperimentali.
    Presentata da Verdi, Ds e Forza Italia, la legge Regionale garantirà che fatti come quelli del Brennero non si verifichino più, almeno in Emilia. Ora non resta che estendere a tutta l’Italia questa iniziativa.

    Di seguito il testo della legge:

    Art. 1
    Nel territorio della Regione Emilia-Romagna sono vietati l’utilizzo, la cessione e qualunque altra operazione finalizzata alla cessione a qualsiasi titolo di cani e gatti a fini di sperimentazione che alteri o possa alterare l’equilibrio fisico o comportamentale dell’animale.
    Art.2
    La Regione Emilia-Romagna promuove lo studio e l’adozione di metodi alternativi alla sperimentazione animale, a tal fine istituisce un fondo che verrà finanziato anche con i proventi derivanti dalle sanzioni di cui all’articolo 3.
    Art.3
    Chiunque violi quanto disposto dall’articolo 1 è soggetto, qualora il fatto non costituisca reato, a sanzione amministrativa di 15mila euro, maggiorata a 45mila euro in caso di recidiva. È in ogni caso disposta la confisca degli animali.

ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI - Via Attilio Regolo, 27 - 00192 ROMA

Pagina aggiornata Venerdì, 6 dicembre 2002 - Realizzazione TheRightHand
Per qualsiasi contatto con il nostro Ente: enpa@enpa.it