• da la "Gazzetta di Reggio"
    22 dicembre 2002
    Rapiti i beagle abbandonati a Modena

    SOLIERA (Mo). I cinque cuccioli beagle che il 1º dicembre furono ritrovati in un cartone davanti al Centro soccorso animali di Modena, sono stati rapiti la scorsa notte da alcuni animalisti che hanno rivendicato l'azione con una scritta a nome dell'Alf (Animal liberation front). I cuccioli, circa due mesi di età e senza alcun tatuaggio o microchip che potesse definirne la provenienza (ma il sospetto è che possano far parte del gruppo di 129 beagle tra cuccioli e fattrici rubati il 21 novembre dall'allevamento Stefano Morini di San Polo) erano stati temporaneamente adottati da una volontaria del Centro soccorso animali che li aveva portati nella sua abitazione, in via Stradello a Soliera. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Carpi.
    I militanti animalisti, che per farsi riconoscere hanno lasciato una scritta sul muro della casa («Scusateci, Alf») utilizzando una vernice spray rossa, sono entrati nell' abitazione di Raffaella e Mariella Gasparini rompendo il vetro di una finestra al piano terra, dopo che le due donne erano uscite.
    In una stanza c'erano altri sei cuccioli, non di razza beagle, che sono stati lasciati esattamente dov'erano.
    Verso l'una di notte le due donne sono rincasate normalmente e, appena entrate, si sono rese conto dell'accaduto ed hanno denunciato la scomparsa dei cagnolini, immediatamente, ai carabinieri di Soliera.
    I militari dell'Arma si sono tempestivamente recati sul posto, ma degli animali non c'era più traccia nemmeno nei dintorni dell'abitazione.
    «Non ce lo aspettavamo proprio - confessa Matteo, fidanzato di Raffaella - noi non avevamo tenuto nascosto a nessuno la vicenda della custodia, anche perché i giornali ne avevano ampiamente parlato nei giorni scorsi».
    Si è trattato di un vero e proprio fulmine a ciel sereno per la famiglia: «Non c'è stato nessun messaggio prima - prosegue la ragazza - neanche una telefonata sospetta, eravamo assolutamente tranquilli sulla questione, eravamo soltanto in attesa di capire a chi dovevano essere affidati i cuccioli. Stavamo aspettando solo gli sviluppi della richiesta per l'esame del dna sui 5 cuccioli».
    Nei giorni scorsi, infatti, il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio, Luciano Padula, che si occupa delle indagini sul furto all'allevamento di San Polo, aveva chiesto che venisse effettuato l'esame del Dna sui cinque cuccioli di beagle abbandonati davanti al canile modenese, per verificare se provenivano o meno dall'allevamento Morini.
    Il furto, clamoroso, nell'allevamento reggiano venne rivendicato sempre dagli attivisti dall'Alf con scritte e un filmato inviato all'Ansa, anche se sulla paternità dell'azione da parte del gruppo, vennero (e sono ancora) avanzate molte perplessità da parte di altri animalisti che non credono che si possano portare via decine di cani, di notte, senza che le altre centinaia di cani presenti faccinao rumore, abbaiando con forza.


  • Modena, 5 dicembre dal “Corriere della Sera”

    Trovati cinque beagle. Forse sono quelli rubati
    Li hanno trovati. All’esterno del canile di Modena in una scatola di cartone. E grande è stato lo stupore quando una volontaria del Centro Soccorso Animali di Modena ha aperto il contenitore. Cinque musetti simpatici e curiosi che cercavano una carezza, un gesto affettuoso. Abbandonati. Come tanti altri cani. Ma sono beagle, forse uno sparuto gruppo dei 129 rubati dall’allevamento Morini di San Polo D’Enza, unica ditta emiliana ad allevare questi animali per la sperimentazione. Misterioso il ritrovamento dei cuccioli che sono stati trasferiti presso l’abitazione di un volontario per essere accuditi. I beagle sono in discrete condizioni fisiche. Solo oggi militari dell’Arma, unitamente alla Asl e alla titolare dell’allevamento andranno al canile di Modena per identificarli. Ma gli animali non sono tatuati né hanno microchips che renda possibile riconoscerli con certezza.

    E. Nes.

  • 28 novembre 2002 dalla “Gazzetta di Reggio”
    Beagle scomparsi: nuove indagini
    Ispezionato un allevamento bresciano concorrente della Morini
    SAN POLO Un sopralluogo alla Green Hill


    SAN POLO. Per chiarire il giallo del furto di 129 cuccioli di beagle dall'allevamento della ditta Morini, agenti del Corpo Forestale dello Stato di Reggio e di Brescia, assieme ai carabinieri, hanno controllato martedì una ditta di Montichiari di Brescia, la Green Hill. L'azienda bresciana da anni fornisce a ditte italiane e straniere i beagle per la sperimentazione ed è concorrente di quella reggiana. L'operazione è scattata in base a una segnalazione secondo la quale una parte dei 129 beagle della Morini sarebbe stata trasferita proprio alla Green Hill.
    La forestale ha passato al setaccio l'allevamento e sta completamento la verifica dei tatuaggi degli esemplari custoditi alla Green Hill. Alla ditta comunque non è stata mossa finora nessuna contestazione. Lo stop imposto alla Morini di San Polo dalla legge regionale contro l'allevamento di cani e gatti per vivisezione, ha consentito all'azienda bresciana di conquistare gran parte del mercato.
    ANIMALISTI ITALIANI. La decisione del sindaco Ettore Ghielmi di applicar ela legge regionale e quindi annullare l'autorizazione alla Morini per allevare cani e gati per esperimenti, è stata accolta con grande soddisfazione da Walter Caporale, presidente nazionale degli Animalisti Italiani Peta: "Il nostro impegno sarà adesso quello di vigilare sul rispetto e l'applcazione della legge. Ma lotteremo anche per la chiusura degli altri tre allevamenti italiani da animali da laboratorio e per l'approvazione in tutte le regioni italiane di una legge che vieti la vivisezione".
    ENPA. Stella Borghi, presidente provinciale dell'Enpa chiede al direttore generale del'Ausl se l'allevamento Morini ha provveduto ad inserire microchip nei suoi cani: "E' da luglio che l'Enpa chiede la verifica del rispetto delle normative in tema di anagrafe canina. E riguardo ai cani rubati di recente, se sono dotati di microchip il loro ritrovamento sarebbe senza dubbio più facile". L'Enpa chiede anche verifiche su animali morti e rischi di malattie nell'allevamento.

  • 28 novembre 2002 dal “Resto del Carlino”
    Blitz della Forestale alla Morini


    S.POLO - Non passa giorno senza una novità sulla vicenda dell'allevamento Morini. Oramai questa vicenda è assurta al ruolo di soap opera.Ieri gli agenti del Corpo forestale della Stato hanno compiuto un'ispezione nell'allevamento. Un sopralluogo per dare corso ad una verifica del conteggio dei cani.
    Sembra che dall'operazione risulti un numero totale di 929 cani.
    Dieci in meno rispetto all'ultima verifica eseguita dallo stesso Corpo forestale il 5 agosto scorso. L'Enpa proprio ieri aveva inoltrato una richiesta al direttore generale dell'Usl, dottoressa Mariella Martini, per conoscere se l'allevamento ha provveduto ad inserire i microchip sui cani, come previsto dalla legge regionale 27 del 2000. "E' dal mese di luglio - si legge nel comunicato del presidente della sezione di Reggio dell'Ente, professoressa Stella Borghi - che l'Enpa chiede la verifica del rispetto delle normative in tema di anagrafe canina".
    Poi l'attenzione dell'Enpa si sposta sulle foto della rivendicazione del blitz animalista.
    "La visione delle foto pubblicate sui giornali - si legge ancora nel comunicato - che ritraggono cuccioli che paiono morti e gettati alla rinfusa in un contenitore di cemento, ha imposto all'Ente anche la necessità di richiedere documenti circa le cause del decesso di quel folto gruppo di animali, che potrebbe essere causa di malattie per le quali occorre l'immediato accertamento delle condizioni sanitarie".
    Ma tornando al blitz della Forestale: pare che oltre al conteggio dei cani si sia provveduto ad accertare se i cani avessero il microchip, o fossero comunque tatuati. Una circostanza importante anche per le indagini che i carabinieri stanno conducendo sul furto dei piccoli Snoopy.Infatti senza il tatuaggio di riconoscimento, diventa sicuramente più difficile rintracciare i cani. Muniti di microchip, gli animali sarebbero di difficile commercializzazione.
    Soddisfazione dopo la "resa" del Comune di San Polo - che applicherà la legge regionale - viene espressa oggi da Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani del Peta. "Senza la possibilità di vendere cani e gatti alla vivisezione la Morini sarà costretta a chiudere".


  • 27 novembre 2002 - da "Gazzetta di Reggio"

    SAN POLO. Nel «giallo» dei cuccioli trafugati nottetempo, c'è una certezza:
    le foto scattate dal «commando» (o se preferite dalla «banda di ladri») e
    recapitate lunedì mattina alla redazione Ansa di Bologna dalla sigla «Fronte
    di liberazione animale» sono «verosimilmente» scattate dentro la Morini.
    Sono autentiche, insomma. Sono state scattate nella notte del «furto», cioè
    tra giovedì e venerdì scorso? Questo non è certo. Anzi, è molto probabile
    che siano state scattate prima, forse qualche settimana o mese fa.
    Il certificato di autenticità della rivendicazione del trafugamento dei 129
    beagle dall'allevamento Morini ha il timbro dei carabinieri e arriva dopo il
    sopralluogo compiuto ieri in tarda mattinata dagli investigatori di Reggio,
    San Polo e del Ris di Parma.
    Tutti andati a verificare se le immagini recapitate dal presunto «commando
    animalista» collimavano con la situazione e i locali dell'azienda. Durante
    il sopralluogo è stata verificata anche la «via di fuga», lungo un
    torrentello alle spalle dei capannoni e dove ancora ci sono tracce di casse
    trascinate sull'erba.
    «Certo che sono foto scattate qui», giura la titolare Giovanna Soprani.
    Durante il sopralluogo sono stati acquisiti reperti «interessanti» e
    consegnati al Ris. Sotto analisi anche la cassetta: sarà verificato se
    contiene voci coperte dall'abbaiare dei cani.
    MARCIA INDIETRO. Ieri, quando alle 13 i carabinieri hanno varcato i cancelli
    dell'azienda, nella Morini c'era anche Vittorio Dalla Salda, capo del
    servizio veterinario Ausl di Montecchio. Lunedì, dopo aver visto i filmati,
    Dalla Salda aveva detto: «Le immagini non sembrano riferibili alla
    situazione attuale del reparto dei cani».
    Ieri, dopo un suo sopralluogo, Dalla Salda ha fatto marcia indietro: «Le
    foto sono recenti e sono autentiche», ma aggiunge: «Risalgono, a mio
    giudizio ad alcuni mesi fa. Alcuni cuccioli sono ritratti in un locale non
    più attivo. Conosco bene quei cuccioli: facevano parte di un gruppo sotto
    sequestro (siamo al 16 settembre ndr) perché inviato, dopo l'entrata in
    vigore della legge regionale sulla vivisezione, a un'azienda di Pomezia».
    VIE DI FUGA. Sono le foto che pubblichiamo in alto sopra il titolo di questa
    pagina.
    Dunque, furto autentico e autentica la rivendicazione? A parte la firma
    anomala, in italiano e non in inglese (Alf e non Fla), lo stile «animalista»
    sarebbe confermato da un particolare che titolare dell'impresa e veterinario
    hanno ricordato ieri e affidato al vaglio dei carabinieri: alcuni mesi fa,
    fu trovato un buco nella rete di recinzione.
    «Qui pensavano che erano stati cacciatori in cerca di fagiani», racconta
    Dalla Salda. Erano invece i «ladri» che facevano un sopralluogo, forse anche
    per scattare le foto e i filmati spediti all'Ansa?


  • 26 novembre 2002, dalla "Gazzetta di Reggio"
    " San Polo. Anche un video con firma animalista, i carabinieri stanno analizzando attentamente le immagini
    Rivendicato il furto dei cuccioli ma il veterinario Ausl è scettico


    SAN POLO. Inquadrature strette, cuccioli che abbaiano. C'è buio. Si intravede una fila di beagle uscire da una gabbia, in fila. E' il filmato (confermato da 19 fotocolor) con il quale ieri è stato rivendicato l'esproprio - tecnicamente, un furto - di cani nell'allevamento Morini avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. La plateale rivendicazione, con annesse prove e un volantino («Con questa azione abbiamo voluto spezzare il cordone che alimenta il mercato della morte»), è stata recapitata ieri mattina alla redazione dell'agenzia Ansa di Bologna. E poco dopo, analogo plico (con qualche foto in più) è stato trovato nella buca delle lettere del Pe.ta. a Roma, una delle sigle della galassia animalista. La rivendicazione parla di «esproprio animalista»: la firma è inusuale perché scritta in italiano e usata per la prima volta. E' quella del «Fronte di liberazione animale», nient'altro che la traduzione di Alf (Animal liberation front). I veterinari dell'Ausl: «Quel filmato è molto dubbio».
    Alla fine, nella giornata che sembra segnare una «svolta» nel - finora «misterioso» - trafugamento di beagle dal recinto dell'allevamento di San Polo, l'unica cosa certa è che sono spariti 129 cani, undici fattrici e 118 cuccioli. No, anzi: le fattrici sparite sono esattamente cinque in meno. La titolare dell'allevamento, Giovanna Soprani, ha riferito ai carabinieri che prima una e poi altre quattro fattrici sono state recuperate dopo il furto. Si erano nascoste, spaventate dopo il blitz notturno e i cuccioli lontani.
    Particolare strano, tratto dal volantino: i presunti rapinatori di beagle rivendicano di aver portati via «99» cani (il numero è vergato e aggiunto a mano, nel volantino scritto al computer).
    DUBBI. Vittorio Dalla Salda, responsabile del servizio veterinario dell'Ausl di Montecchio, dopo aver visto in tivù il filmato recapitato in quei due plichi spediti sabato per posta prioritaria dalle poste di Bologna, ci affida il suo dubbio: «Secondo me e i colleghi che seguono l'azienda Morini, queste riprese sono vecchie, forse di qualche anno fa, e comunque non sembrano riferibili alla situazione attuale del reparto dei cani nella Morini. Nel filmato il pavimento è dissestato, mentre attualmente (dopo alcuni lavori di riammodernamento) quel pavimento è liscio».
    La testimonianza è rilevante per la persona autorevole e super partes che ce l'ha affidata. E getta ombre lunghe sull'autenticità della rivendicazione «animalista» o quanto meno sulla autenticità dei documenti di rivendicazione recapitati ieri.
    INDAGINI. Il plico e il suo contenuto sono stati consegnati dai responsabili bolognesi dell'agenzia nazionale di stampa ai carabinieri di Bologna, ieri in tarda mattinata. E nelle prime ore del pomeriggio eran già sul tavolo degli investigatori di Reggio e San Polo.
    Il materiale è stato visionato e consegnato agli investigatori del Ris di Parma, il reparto di polizia scientifica al quale il magistrato ha affidato una perizia videotecnica e grafologica. Dalla quale si attendono alcune risposte. A quali domande tecniche?
    DOMANDE. L'elenco è lungo e articolato. Nei giorni scorsi, prima della rivendicazione di ieri, il Ris aveva già rilevato i calchi di alcune impronte di scarpe lasciate dai ladri di beagle nel tratto compreso tra il capannone e il recinto della Morini, ma anche le tracce dei copertoni del camion usato per il trasporto della «merce rubata». Il percorso di circa cento metri fatto a piedi è stato setacciato dagli investigatori. Il Ris ha già in laboratorio una scatola di legno scassata e abbandonata dai ladri.
    Da ieri, ha anche quelle cassette e quella lettera di rivendicazione. Che saranno - prima di ogni cosa - confrontati con lettere dell'Alf e filmati inviati in occasioni di altre «incursioni» animaliste per espropri analoghi: una avvenne proprio nella Morini nell'autunno del 1993.
    Stamani è previsto un sopralluogo dei carabinieri nella Morini: per verificare proprio i dubbi espressi dal veterinario dell'Ausl su possibili discrepanze tra quanto appare nel video recapitato ieri e la situazione delle strutture dell'allevamento oggi.


  • (ANSA) - BOLOGNA, 25 Novembre 2002
    Beagle rubati: rivendicato il furto, video e foto per posta
    Il 'Fronte Liberazione Animale' ha rivendicato il furto di oltre un centinaio di cani beagle avvenuto giovedi' nell'allevamento 'Stefano Morini'.In un plico di posta prioritaria ricevuto dall'Ansa di Bologna sono state trovate una videocassetta e 19 foto a colori dell'allevamento di San Paolo d'Enza. All'interno pure un volantino del 'Fronte Liberazione Animale' che rivendica l'azione. Nella lettera si legge,tra l'altro,che questo 'e' solo il primo passo per la totale chiusura di questo allevamento'.
  • Lunedì 25 Novembre 2002
    dalla" Gazzetta di Reggio"
    "Rivendicazione" infittisce il giallo sul furto dei cani

    SAN POLO - Il cortocircuito tra il furto dei 129 beagle nell'allevamento
    Morini e la polemica sulla (e contro la) vivisezione continua. Ieri si è
    rinnovata con le parole di un nuovo personaggio: Lilia Casali, animalista
    bolognese e presidente dell'associazione Animal Liberation. Ha detto la
    Casali all'Ansa: «Le leggi sulla vivisezione sono ingiuste e vanno violate.
    Dichiaro di approvare l'azione di Alf (Animal liberation front ndr) a San
    Polo». Casali, presidente di Al e disobbediente animalista, è solidale con
    il sedicente commando Alf (c'è una effe in più rispetto al gruppo di Casali)
    che avrebbe compiuto un «furto giusto». «Azione»? Tecnicamente è un furto di
    cuccioli e fattrici, per 100mila euro di «merce». Strano, clamoroso e
    misterioso, ma furto.
    A proposito del furto, c'è una novità: i carabinieri hanno confermato che
    una delle dieci «fattrici» sparite da giovedì notte è stata trovata dopo il
    furto. La cagna ringhiava, evidentemente per aver perso i cuccioli. Scampata
    al «commando», venerdì è rimasta rintanata in un angolo dell'allevamento.
    Poi, sabato, si è riavvicinata per mangiare ed è stata rinchiusa oltre la
    rete. E' l'unica scampata alla razzia di 9 (erano 10 con lei) fattrici e 119
    cuccioli.
    Altra novità nelle indagini è il rinvenimento di uno scatolone in legno
    scassato, uno di quelli serviti al trasporto dei cani rubati dal capannone,
    attraverso la rete recisa, fino ai camion (di cui sono state rilevate le
    impronte).
    POLEMICHE. Stella Borghi, Enpa, continua a nutrire dubbi sulla «pista
    animalista». Dice: «Non è nell'interesse degli animalisti veri far sparire i
    cuccioli alla vigilia dell'arrivo del commissario della Regione. Gli
    animalisti combattono con la legge in mano».
    Cosa accadrà con l'arrivo del commissario? Borghi: «Si saprà quanti cani ci
    sono lì dentro, quanti sono chipati e tatuati e sarà controllato se i cani
    che escono vengono affidati a famiglie, visto che la legge regionale,
    inapplicata a San Polo, vieta che quei cani vengano destinati alla
    vivisezione. E sarà fatto ordine nei registri dell'azienda. Non tutti sanno
    che 23 dei 56 beagle fermati all'inizio di maggio a Bolzano erano registrati
    come presenti nel luglio dopo».
    «CON L'ALF». Torniamo a Lilia Casali, presidente di Animal Liberation, che
    plaude «all'azione di Alf». Aggiunge: «Le azioni più incisive in difesa degi
    animali sono compiute da chi si assume i rischi di liberarli dalle
    prigioni».
    E tuttavia, scritte a parte, nessuna telefonata o lettera di rivendicazione
    (come è accaduto in casi analoghi) è arrivata sul blitz di giovedì.
    Per «giustificare» il gesto dei ladri (o dei ladri animalisti), Lilia Casali
    fa fare nuovo cortocircuito tra legge e ideali e attacca la giunta di San
    Polo che non applicando la legge regionale avrebbe - a suo dire - «compiuto
    una omissione di atti d'ufficio. In una situazione dove la legge viene
    calpestata, non si può condannare Alf per aver fatto ricorso a un'azione
    diretta per riportare al rispetto della legge». E' la giustificazione di un
    «furto»? (an.roc.)


  • Venerdì 22 novembre 2002 - da Il "Corriere della sera"

    Mesi fa il caso dei beagle destinati a laboratori tedesci
    Liberati 100 beagle in un allevamento emiliano
    Un gruppo di animalisti nella notte fa scappare gli animali
    e lascia nell'azienda scritte di rivendicazione dell'«Alf»
    REGGIO EMILIA - Cento cani Beagle, fattrici e cuccioli, sono stati rubati la
    notte scorsa a San Polo d'Enza nell'allevamento
    «Morini». Qualcuno ha aperto varchi nella rete di recinzione sul lato
    posteriore dell' azienda utilizzando poi gabbie per portare via gli animali.
    Secondo i carabinieri di Reggio Emilia intervenuti rapidamente a San Polo,
    ha agito un gruppo nutrito di persone che hanno trovato anche il tempo di
    lasciare nell'allevamento scritte antivivisezione che potrebbero essere
    interpretate come rivendicazioni dell'Alf (Animal liberation front).

    LE POLEMICHE - L' azienda Morini è stata mesi fa al centro di polemiche
    nazionali dopo la scoperta, durante un controllo di routine su un camion
    fermato a Bolzano, di cuccioli Beagle destinati a laboratori tedeschi. Da
    questo episodio è cominciato un contenzioso con il Comune di S.Polo che si è
    rifiutato di modificare la concessione rilasciata a Morini, così come aveva
    imposto una notifica del coreco, il comitato regionale di controllo, che
    risale allo scorso 25 settembre. Addirittura l'amministrazione ha fatto
    ricorso al tar, che però ha bocciato l'istanza . Una bocciatura a cui si
    aggiunge anche il parere contrario della Commissione europea.
    E siccome per il Comune di S.Polo è scaduto qualche giorno fa il termine
    entro cui avrebbe dovuto mettersi in regola con la legge regionale sulla
    vivisezione, a questo punto l'ipotesi più probabile, su cui sta lavorando il
    difensore civico regionale, è il commissariamento ad acta.

  • Venerdì 22 novembre 2002 - COMUNICATO ENPA:
    DENUNCIATA SPARIZIONE DI CUCCIOLI BEAGLE DALL’ALLEVAMENTO S. MORINI DI SAN POLO D’ENZA (RE)


    L’E.N.P.A - che si è occupata, sin dal primo momento del sequestro dei cuccioli di Bolzano, proponendo alla Regione Emilia Romagna una legge che escludesse almeno i cani e i gatti dalla vivisezione e che si è battuta per difendere la legge cercando di ottenere che il sindaco di S. Polo d’Enza (RE) provvedesse a farla rispettare - al fine di aiutare le Forze dell’Ordine che stanno cercando di rintracciare i cani Beagle scomparsi stanotte dalla Ditta Morini di San Polo (RE), come dichiarato dalla titolare dell’allevamento, mette a disposizione il sito nazionale dell’associazione per rendere noto l’elenco dei numeri di tatuaggio degli animali sottratti e si impegna a rimborsare gli eventuali ignari acquirenti, che a seguito delle indagini della Polizia risultassero aver acquistato gli animali in buona fede, al fine di favorirne la restituzione alla legittima proprietaria.


  • Sabato 9/11/2002 dalla Gazzetta di Reggio

    «Non chiuderò l'allevamento Morini»
    Il sindaco: «Non applicheremo la legge regionale: è malfatta» «La sentenza del Tar non modifica le nostre considerazioni»


    SAN POLO - «Non applicherò la legge regionale né la revoca parziale della concessione alla Morini». Arriva secca e decisa la risposta del sindaco Ghielmi all'indomani della sentenza del Tar che rigetta la richiesta di sospensiva del decreto del difensore civico che ingiungeva al Comune di revocare, entro 45 giorni, la licenza all'allevamento di cani e gatti destinati a laboratori di ricerca.
    «L'ordinanza del Tar che rigetta la richiesta di sospensiva - afferma il sindaco - non modifica in nulla le considerazioni sempre sostenute».
    E in particolare il fatto che la legge regionale 20/2002 «evidenzia elementi di contrasto» sia con le direttive Cee e il principio «della libera circolazione dell merci», sia con i principi costituzionali.
    CHI PAGHEREBBE? Inoltre il primo cittadino sampolese, afferma che «se pur ritenendola in contrasto» con le altre leggi «non la disapplicasse e adottasse un provvedimento di revoca parziale dell'autorizzazione rilasciata alla ditta Stefano Morini Spa, si esporrebbe al rischio di dover risarcire alla stessa i danni da questa subiti in conseguenza di detta revoca».
    Una decisione, quindi, quella di non tener conto della decisione del Tar, che rimane «coerente» rispetto alle posizioni sempre affermate dal sindaco e dall'amministrazione comunale di San Polo, con ordini del giorno approvati anche dal consiglio comunale. E una decisione «coerente», secondo Ghielmi, anche con il fatto che la legge regionale contro l'allevamento e la vendita di animali destinati alla vivisezione, è già stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale e, nel caso questa riconoscesse come «non valida» la legge regionale, chi dovrebbe risarcire le aziende nel frattempo eventualmente danneggiate?
    Tuttavia l'amministrazione comunale sampolese ribadisce anche un altro concetto: «Perché in questi mesi l'assessore regionale alla Sanità - si chiede il vicesindaco Giorgio Panciroli - invece di affannarsi a porre degli ultimatum, non ha adottato provvedimenti normativi o attuativi che potessero rendere materialmente applicabile la legge senza porre le amministrazioni locali di fronte ad un evidente contraddizione legislativa che non appare, al momento, risolvibile?»
    IL COMMISSARIO. E per questo il comunicato del sindaco Ghielmi taglia corto anche sull'eventuale nomina di un «commissario ad acta» che sarebbe incaricato di rendere esecutiva la legge regionale con la revoca dell'autorizzazione alla Morini ad allevare animali destinati ai laboratori: «Più che nominare un commissario ad acta la cui funzione sostitutiva non è risolutiva - conclude Ghielmi - la Regione dovrebbe affrontare i problemi che si sono determinati con una legge "malfatta". La Regione è realmente intenzionata a tutelare gli animali? Allora occorrono risposte concrete evitando di rimanere ancora impantanati nelle pastoie burocratiche che non portano a nulla».

  • Roma, 26 agosto 2002

    La “battaglia” dell’Enpa sui beagles allevati da un’azienda di San Polo giunge al primo traguardo: dal 2 agosto in Emilia-Romagna non si possono più allevare, utilizzare e cedere cani e gatti a fini di sperimentazione, e non si può praticare la vivisezione a scopo didattico su tutti gli animali, salvo specifici casi autorizzati dalla Regione.

    L´Emilia-Romagna è così la prima Regione a statuto ordinario - fino a oggi in Italia solo la Provincia autonoma di Bolzano aveva bandito la vivisezione dal suo territorio - a porre dei vincoli sull´utilizzo di animali per la sperimentazione.
    E' una grande vittoria dell'ENPA per tutti coloro che amano gli animali.

  • Consulta qui il testo della nuova legge regionale promossa dall’E.N.P.A.

  • Scheda tecnica del Beagle


LE TAPPE DELLA BATTAGLIA ENPA PER I “BEAGLE”

22 novembre 2002: Sparizione dei cuccioli di Beagle dall'allevamento Morini: l'ENPA mette a disposizione il sito per rendere noto l'elenco dei numeri di tatuaggio degli animali sottratti e si impegna a rimborsare gli eventuali ignari acquirenti, che a seguito delle indagini della Polizia risultassero aver acquistato gli animali in buona fede, al fine di favorirne la restituzione alla legittima proprietaria.

9 novembre 2002:
«Non applicherò la legge regionale né la revoca parziale della concessione alla Morini». Questo è quanto ha dichiarato il sindaco Ghielmi all'indomani della sentenza del Tar (fonte: Gazzetta di Reggio)

31 ottobre:
udienza al TAR Bologna per la discussione della richiesta di sospensiva avanzata dal Comune di San Polo; si apprenderà nei giorni successivi che l'istanza del Comune è stata respinta.

28 ottobre: la sezione ENPA di Reggio Emilia inoltra raccomandata al Sindaco del Comune di San Polo d'Enza chiedendo che vengano adottati i provvedimenti indicati dalla Regione in relazione ai cani sequestrati (si chiede la confisca), precisando che in caso di mancata risposta ENPA richiederà nuovamente intervento del Difensore Civico Regionale.

26 ottobre: la Regione Emilia-Romagna si costituisce nel ricorso innanzi al TAR proposto dal Comune di San polo d'Enza.

23 ottobre: ENPA si costituisce nel ricorso innanzi al TAR Bologna; viene fissata udienza di discussione dell'istanza sospensiva per il giorno 31 ottobre 2002.

22 ottobre:
il Comune di San Polo d'Enza iscrive a ruolo il ricorso al TAR Bologna.

19 ottobre:
intervista alla Gazzetta di Reggio del consigliere Regionale di Forza Italia, dott. Nervegna; afferma che manca l'autorizzazione ad allevare cani ed afferma che Comune e allevamento si rifiutano di rispettare la legge.

18 ottobre:
Il ministro La Loggia afferma che la legge regionale dell'Emilia Romagna contro la vivisezione è stata impugnata dal Governo in quanto mal formulata. “Nonostante tutto questo, la legge dell'Emilia Romagna è in vigore, pienamente operante ed efficace, anche dopo l'impugnativa del governo". Il ministro nella sua e-mail afferma inoltre che sono in corso contatti tra tecnici del governo e della regione per trovare in tempi rapidi una soluzione per una nuova formulazione nel rispetto delle finalità della legge stessa (Il Resto del Carlino).
I veterinari dell'Ausl hanno messo sotto sequestro cautelativo i 78 cuccioli beagle restituiti dalle aziende acquirenti all'allevamento Morini dopo l'entrata in vigore della legge regionale antivivisezione Il Vicesindaco di San Polo, dichiara: “non confischeremo perchè non confermeremo il sequestro”. . Il Comune non vuole confiscarli perchè contesta la legge regionale (La Gazzetta di Reggio 18.10.2002)

16 ottobre: Il Comune di San Polo (RE) dichiara di voler attendere che si pronuncino in merito il Tar e la Corte Costituzionale”. L'Enpa ritiene che si tratti di una confisca necessaria perché voluta espressamente dalla legge regionale.

13 ottobre: La Giunta Regionale rispondendo al quesito posto dall’ENPA in merito ai beagle restituiti dalle società farmaceutiche, chiarisce che “con l’entrata in vigore della legge regionale n. 20/2002 il protrarsi dell’attività relativa all’allevamento(...) si configura come un atto contra legem e l’accertamento del quale comporta la irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e l’applicazione della confisca”.

7 ottobre: La Giunta Regionale dell’Emilia Romagna, ad unanimità ha conferito incarico agli avvocati di fiducia, per difendere in Corte Costituzionale la legge regionale che vieta l’allevamento, cessione e utilizzo di cani e gatti a fine di sperimentazione scientifica.

21 settembre: Il Governo impugna la legge della Regione Emilia Romagna recante norme contro la vivisezione.

20 settembre: Il Coreco diffida il Comune: se entro 45 giorni non provvederà ad aggiornare le autorizzazioni della ditta Morini, a San Polo sarà inviato un commissario ad acta. Intanto la società RTC di Pomezia ha restituito all’allevamento di San polo d’Enza i cuccioli venduti dalla Morini sas. La comunicazione ufficiale è giunta oggi dalla stessa TC che ha risposto alla richiesta formulata dal legale dell’ENPA

17 settembre: la Gazzetta di Reggio pubblica dichiarazioni del Sindaco di San Polo d'Enza che asserisce che non gli basta la circolare dell'assessore regionale alla Sanità, ma vuole "Direttive".

16 settembre: ENPA inoltra richiesta al Corpo Forestale dello Stato perché valuti - in particolare a seguito dei chiarimenti forniti dalla Regione Emilia-Romagna - se esistono i presupposti per procedere al sequestro cautelare dei 114 cani usciti nel mese di agosto dall'allevamento Stefano Morini per essere inviati alle industrie farmaceutiche

15 settembre: ENPA inoltra al CORECO una memoria nella quale elenca i vari adempimenti che dovrebbero costituire oggetto della diffida da inoltrare al Comune di San Polo d'Enza qualora se ne ravvisino i presupposti di legge

14 settembre: ENPA rende nota la circolare regionale del 13 settembre, ribadendo che l'allevamento Stefano Morini è già dal 2 settembre da considerarsi privo di autorizzazione per l'allevamento di cani a fini di sperimentazione scientifica. ENPA auspica che il Comune entro tempi brevissimi proceda all'aggiornamento dell'autorizzazione rilasciata a suo tempo all'allevatore, escludendo i cani

12 settembre: il Presidente Nazionale ENPA comunica per iscritto al Difensore Civico Regionale che qualora venga nominato il commissario ad acta e qualora lo stesso ritenga la sussistenza dei presupposti per la confisca dell'allevamento, ENPA prenderà a proprio carico i cani oggetto della confisca affidandoli poi a privati che offrano garanzie per il benessere degli animali


11 settembre: il Difensore Civico Regionale ha dato inizio alla procedura per la nomina di un commissario ad acta al fine di garantire l’applicazione della legge regionale n. 20 del 2002.

8 settembre: richiesta Enpa al Difensore Civico affinché, considerate le inadempienze del Comune agli obblighi di legge e la mancata adozione di sistemi di controllo preventivo che impediscano la vendita di cani in modo non conforme alla legge, venga finalmente nominato un commissario ad acta.

7 settembre: comunicato stampa del Comune che dichiara di essere in attesa di non meno precisate direttive regionali e nega proprie inadempienze.

6 settembre: il Difensore Civico Regionale invita il Sindaco del Comune di San Polo d’ Enza (RE) ad emettere, con massima urgenza, il provvedimento di revoca dell’autorizzazione all’allevamento di animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici alla Ditta Morini S.a.s

5 settembre: ENPA ha comunicato al Corpo Forestale dello Stato di Reggio Emilia la disponibilità a prelevare i 114 cani – eventualmente venduti a fini sperimentali – per affidarli a strutture di ricovero private, a propri volontari o a privati, ad integrali proprie spese.

4 settembre: ENPA si offre già da subito a prendere 10 cagnolini spediti. Stiamo cercando di trovare una collocazione anche per gli altri cagnolini e abbiamo già raccolto alcune disponibilità: 15 cani all’ENPA di Vicenza, 10 alla LAV di Verona e 5 presso privati

3 settembre: riunione dal Difensore Civico Regionale partecipano: ENPA, il Prefetto, il Responsabile del Servizio Veterinario, il Sindaco di San Polo d’Enza (RE).
Dalla riunione emergono le seguenti circostanze dichiarate dal Servizio Veterinario Asl di Montecchio Emilia:
-il 6 agosto carico di 76 beagles spediti a Pomezia
-il 19 agosto carico di 26 beagles spediti a Catania
-il 23 agosto carico di 10 beagles spediti a Pomezia
Se quanto sopra rispondesse alle risultanze degli accertamenti ufficiali in corso, si può sostenere che gli animali venduti sono al di fuori del "circuito" degli animali per la sperimentazione e che quindi non possano più essere utilizzati a tali fini.

2 settembre: il Difensore Civico Regionale ritiene non corretta l'applicazione della sanzione unitaria di 77,5 euro comminata per la mancata iscrizione di tutti i cani, ritiene al contrario corretta la sanzione applicata per la mancata iscrizione di ciascun cane (circa 900 animali)

30 agosto: il Difensore Civico della Regione Emilia Romagna chiede al Comune di San Polo d'Enza copia del provvedimento con il quale è stata irrogata la sanzione amministrativa per la mancata iscrizione dei cani all'anagrafe canina

29 agosto: oltre 900 cani dell'allevamento Morini sono stati denunciati all'anagrafe canina del Comune di San Polo. Sanzionata l'impresa per le mancate iscrizioni.

28 agosto: l’ENPA è costretta nuovamente a chiedere l’intervento del Difensore Civico Regionale perchè accerti la sorte dei cani mancanti Il Difensore Civico della Regione Emilia Romagna convoca, per martedì 3 settembre, rappresentanti di Istituzioni , Enti e l’Enpa per giungere a decisioni in proposito.

27 agosto: da un controllo effettuato dal Corpo Forestale dello Stato risultano circa un centinaio di cani in meno nell’allevamento; ma occorre fugare ogni dubbio, dato che ENPA non può conoscere la destinazione dei cani mancanti; circa la questione dei tatuaggi “doppi” l’allevatore si difende affermando che i registri non erano aggiornati; l'allevatore dovrà ripresentare nuova denuncia di iscrizione all'anagrafe canina per 636 cani

8 agosto: controllo della ASL ai Morini, la ASL sostiene che sono in regola

7 agosto: inizia la "guerra" sui prezzi condotta dall'Enpa per adottare i beagle

6 agosto: Enpa chiede al Difensore civico regionale l’istituzione di un commissario ad acta. Il servizio veterinario dell'Asl di Reggio deve verificare il numero di cani presenti presso l'allevamento e il numero di quelli tatuati o con microchip

3 agosto: Enpa continua a denunciare le spedizioni dei beagle, Morini afferma di non aver ricevuto “alcuna revoca delle autorizzazioni”. ENPA offre collaborazione delle proprie Guardie Zoofile a titolo gratuito al comune di San Polo. Il "caso Morini" approda in parlamento per i controlli sull'iscrizione all'anagrafe canina.

31 luglio: l’Enpa chiede: commissariamento per inadempienze all’anagrafe canina, elenco dei cani iscritti all'anagrafe, elenco degli strumenti di identificazione, elenco del numero di cani che l'allevamento Morini ha dichiarato ceduti a terzi ovvero morti

30 luglio: approvata la legge regionale proposta dall’ENPA che vieta allevamento a fini sperimentali

30 giugno: sequestrato inceneritore dei Morini per controllo

20 giugno: il Comune annuncia cambio piano regolatore su terreno Morini

15 giugno: altro camion Morini fermato a Berna

13 giugno: varie interrogazioni parlamentari

31 maggio: inseguimenti e depistagli. Continuano a partire camion…allevamento presidiato da animalisti

29 maggio: i cuccioli sono stati comprati dal quotidiano Dolomiten e regalati ai cittadini.
I documenti che accompagnavano il trasporto degli animali hanno iniziato a destare forti sospetti, soprattutto con riferimento all’età dei cuccioli; si trovava scritto che i cani erano nati a fine dicembre 2001, e quindi avrebbero dovuto avere circa 6 mesi; gli esperti che avevano visitato i cani affermavano invece che potevano avere al massimo 90 giorni

28 maggio 2002: fermato camion al Brennero con 56 cuccioli di beagle, multa 4.000 euro per trasporto in condizioni irregolari


Consulta anche: I beagle di Fiumicino

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