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Ogni anno a Pasqua vengono uccisi 2 milioni di agnelli:
cambiare menù si può.

L’Ente nazionale protezione animali lancia una campagna per una festa senza sangue.

La tradizione può far brutti scherzi, così una festa di primavera, rinascita e resurrezione sacrifica milioni di nuovi nati. L’agnello che finisce sulle nostre tavole è un lattante separato dalla madre. Ha atteso in coda il suo turno di macellazione, avendo tutto il tempo per ascoltare i belati strazianti dei suoi compagni e per sentire l’odore acre del loro sangue. La sua carne è intrisa di disperazione e terrore. Oggi vediamo stragi in diretta televisiva e un simile appello potrebbe sembrare irrispettoso. Come se una strage ne giustificasse un'altra. Enpa, la protezione animali dal 1871, non ci crede e propone una Pasqua di vita, attraverso una campagna stampa, radio e tv.

I messaggi di sensibilizzazione sono stati realizzati gratuitamente dall’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson e della casa di produzione Moviefarm. La fotografia propone l’immagine di un agnellino, su fondo cielo. “Che tenero.”, sottolinea una scritta, e continua: “E se ci metti le patate è proprio la morte sua”. Un messaggio che non mancherà di attirare simpatie, facendo riflettere: forse quest’anno qualcuno cambiarà davvero menù.

Paolo Manzi, presidente dell’Enpa, commenta: “Albert Schweitzer si considerava come una vita che vuole vivere, circondato da vite che vogliono vivere. Rinunciare al consumo di carne d’agnello è un gesto civile, che festeggia la vita in onore di tutti i cuccioli del pianeta”.

A nome loro Enpa ringrazia chi vorrà trascorrere una Pasqua finalmente buona.


Guarda lo spot televisivo (4.6 MB)

Ascolta gli spot radiofonici: versione A e versione B

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