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- - “L’orca Tilikum, un maschio di 30 anni prigioniero del Sea World di Orlando (Florida), già “responsabile” della morte di altre due persone rispettivamente nel 1991 e nel 1999, ha messo in atto un vero e proprio attacco contro la sua addestratrice, deceduta per annegamento”, dichiara Ilaria Ferri Direttore Scientifico e responsabile rapporti internazionali dell’Ente Nazionale Protezione Animali.
“Condivido il parere della collega e ricercatrice Naomi Rose di Humane Society of United States che ha avuto modo di visionare il filmato dell’accaduto prosegue Ferri -. L’Orca si è semplicemente comportata da orca e nonostante il diseducativo esempio che di questi animali viene dato in tutti gli oceanari del mondo, che la presentano alla stregua di un animale domestico, si tratta in realtà di un animale selvatico di ben 6 tonnellate di peso che ha messo in atto un normale comportamento di aggressione. Ciò dimostra ancora una volta la totale ed inaccettabile vita in cattività di questi animali, sociali e intelligenti costretti, in un mondo artificiale e privo di stimoli e sottoposti alla deprivazione alimentare per essere addestrati”.
“Abbiamo richiesto al Presidente Obama e al Governatore della Florida Crist di considerare l’ipotesi di liberare le orche dalla cattività inserendole in un piano di riabilitazione e rilascio, come già accaduto per Keiko, un’orca in cattività poi riabilitata e liberata, già protagonista del Film Free Willy - conclude il direttore scientifico dell’Enpa -. Non oso infatti pensare a cosa potrebbe succedere a questo giovane esemplare di orca ora detenuto in uno spazio piccolissimo pari al doppio della sua lunghezza. Una vergogna.”
Con l’occasione l’Enpa invita gli italiani inoltre a partecipare al sondaggio promosso dal NY Daily news numerose le persone che già hanno partecipato all’iniziativa, la grande maggioranza delle quali - circa il 79% - si è detta contraria alla detenzione in cattività. (25 febbraio)
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