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Sorpresa e disagio. Sono queste le parole con cui Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa. ha commentato l’iniziativa di un punto vendita della Coop, a Roma, di commercializzare carne Halal. “Non mi aspettavo che una catena di distribuzione, da sempre così sensibile alla tutela dell’ambiente – spiega il presidente nazionale dell’Enpa –, si attivasse per la vendita di carne Halal”. Com’è noto la religione musulmana prevede che la carne per essere pura, cioè Halal, sia ottenuta da bovini uccisi per giugulazione, senza alcun tipo di stordimento preventivo “L’animale – aggiunge Rocchi – muore dissanguato; un’operazione che può richiedere anche molto tempo e nel corso della quale gli animali restano pienamente coscienti, sperimentando cosi atroci sofferenze”. “La mia protesta – prosegue Rocchi – non è rivolta alla comunità islamica in quanto tale ma a una pratica che giudico estremamente crudele. Personalmente, sono vegetariana e, in quanto tale, non posso non disapprovare l’uccisione di un animale, fosse anche per motivi alimentari. Ragionando secondo una logica di riduzione del danno, tuttavia, auspico che ai bovini sia risparmiata almeno l’esperienza del dolore estremo. Su questo versante l’associazione da me presieduta si batte già da tempo per trovare soluzioni condivise, compatibili da un lato con le prescrizioni della religione musulmana dall’altro con la necessità imprescindibile di risparmiare ad altri esseri viventi sofferenze inutili. Purtroppo, però, le intese sono a macchia di leopardo, affidate per lo più alla buona volontà dei singoli”. “L’iniziativa commerciale della Coop di Roma – conclude il presidente dell’Enpa – insegue un multiculturalismo a senso unico che ingenera in me, ma anche nelle tante persone che lo hanno segnalato, un forte senso di disagio” (11 febbraio)
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