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In merito alla notizia secondo cui una ragazza non vedente e il suo cane guida sono stati allontanati da un bar del centro storico di Treviso, il presidente nazionale dell’Enpa – Carla Rocchi – dichiara quanto segue:
«Esprimo tutta la mia solidarietà umana alla ragazza, vittima di un gravissimo e inaccettabile comportamento discriminatorio, e al cane di cui immagino la delusione per non essere riuscito a compiere il suo “dovere”: guidare la proprietaria là dove lei, priva di vista, forse non sarebbe riuscita ad arrivare. Con la loro condotta i proprietari del bar hanno non solo dimostrato grande inciviltà e insensibilità, ma anche una scarsa conoscenza delle leggi vigenti. A costoro vorrei infatti ricordare che come previsto dalla legge 37 del 14 febbraio 1974 “al privo di vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida ... i titolari degli esercizi (aperti al pubblico) ... che impediscano ed ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa”. Insieme all’Unione Ciechi, di cui è partner nell’organismo di coordinamento delle associazioni di volontariato (il Forum del Terzo Settore), l’Ente Nazionale Protezione Animali adotterà tutte le iniziative opportune affinché persone non vedenti, oltre alla sofferenza per la loro condizione esistenziale, non abbiano a patire anche per la negazione di un loro diritto». (25 febbraio)
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