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È entrata in vigore la nuova legge sui cani guida per ciechi che riguarda la loro gestione negli esercizi pubblici e su autobus, tram e metro. Prevede una tutela per il portatore di handicap non vedente: chi impedisce l’accesso del cane guida sarà infatti passibile di una multa da un minimo di 500 a un massimo di 2.500 euro. Il cane guida potrà anche evitare la museruola, a meno che non venga espressamente chiesto dal conducente o dagli altri passeggeri di un mezzo pubblico di farla indossare al quattrozampe. Questa nuova legge (8 febbraio 2006, n.60) va a modificare la precedente normativa in materia che risale al 1974.
L’Enpa plaude al provvedimento che offre una nuova forma di protezione a chi ne ha più bisogno e ai cani che generosamente offrono il loro appoggio a queste persone disagiate. Ci si chiede tuttavia se quanto giustamente ratificato dalla legge non fosse un risultato raggiungibile con un pizzico di buonsenso e di civiltà. I cani guida sono tra i migliori esemplari per docilità di carattere; vengono scelti per la predisposizione all’addestramento selezionandoli in base all’indole, piuttosto che all’estetica, come spesso purtroppo avviene.
Aprire le porte di un locale pubblico a un non vedente accompagnato dal suo fedele amico non dovrebbe quindi essere il risultato dell’obbedienza a una normativa, ma la normalità di un popolo civile che consente a un ipovedente di vivere come tutti gli altri. Con il suo magnifico quattrozampe al seguito. (21 marzo)
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